Un tifernate aveva escogitato un modo tecnologico per perseguitare un altro abitante a Città di Castello, ma di internet non se ne doveva intendere molto e per questo è stato scoperto.
Aveva acquistato on line a nome della vittima diverse tipologie di merce, da climatizzatori a presse da stiro, una fotocamera, una pedana vibrante, tappeti magnetici.
Per finire aveva richiesto, sempre a nome del conterraneo, un finanziamento di 10.000 euro. L’indagine del Compartimento Polizia Postale di Perugia è scattata dopo la denuncia dell’ignaro acquirente esasperato dalla mole di oggetti che gli venivano recapitati a casa.
L’attività investigativa è partita dall’analisi degli indirizzi IP (internet protocol), per individuare esattamente il computer o altro dispositivo di rete da cui veniva attivata la connessione e, quindi, l’effettuazione degli ordini, risultato collocato in un istituto scolastico di Perugia.
Analizzando ed incrociando i dati riguardanti le presenze del personale ed i periodi in cui gli ordini sono stati eseguiti, la polizia ha ricostruito il puzzle.
- Redazione
- 31 Ottobre 2008










