Il noto cardiochirurgo, arrestato a Palermo nel maggio scorso, sconta la pena in una sua villa in regione, ma ora chiede la revoca degli arresti domiciliari per tornare alla professione

Il cardiochirurgo Carlo Martelletti, che aveva seguito tanti bambini umbri quando operava ad Ancona, accusato di concussione, peculato, truffa e detenzione di materiale pedopornografico, arrestato il 6 maggio scorso a Palermo, era stato autorizzato a trasferirsi nella sua villa in Umbria, sempre agli arresti domiciliari.
Il giudice, nonostante il parere positivo della procura sulla revoca dei domiciliari da sostituire col divieto di dimora a Palermo, aveva anche rigettato una istanza in tal senso presentata dai suoi legali.
Ora è in corso, davanti al tribunale del riesame di Palermo, l’udienza per decidere della richiesta di revoca, presentata in appello,d egli arresti domiciliari del medico. Anche oggi il procuratore di Palermo, Francesco Messineo, ha dichiarato che ribadirà il vecchio parere e cioè il sì alla revoca dei domiciliari e all’applicazione del divieto di dimora a Palermo “in modo da consentire al chirurgo di tornare a esercitare la professione, cosa che faceva con notevoli risultati”.
Il collegio, a conclusione dell’udienza di oggi, dovrebbe riservarsi la decisione.

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