Prima vittoria per (don) Pierino Gelmini nella vicenda che lo vede sotto accusa a Terni di fronte al Gup.
Almeno così la vede uno dei difensori del fondatore della Comunità Incontro di Molino Silla di Amelia.
La Corte d’appello di Perugia, nell’ambito della procedura di ricusazione del giudice avviata dai difensori dei tre imputati (l’ex sacerdote accusato di molestie sessuali nei confronti di dieci ex ospiti della Comunità e di due collaboratori di questi, che devono rispondere di favoreggiamento) ha disposto lo stop ad ogni attività processuale.
Non ci sarà quindi probabilmente l’udienza che era in programma il 4 dicembre prossimo per l’inizio dell’incidente probatorio disposto dal Gup al fine di sentire gli accusatori di don Gelmini.
Proprio questa decisione era stata ritenuta dalla difesa pregiudizievole in quanto il Gup avrebbe di fatto “anticipato la sentenza”.
Secondo i legali il Gup avrebbe dato per scontato che due “accusatori” siano stati indotti a ritrattare le accuse in cambio di denaro. I legali hanno sostenuto quindi che il giudice ritiene così attendibili solo le prime dichiarazioni accusatorie, anticipando in tal modo “indebitamente” il giudizio di merito in ordine alla responsabilità degli imputati.
Ma sul punto principale la Corte non si è pronunciata: la richiesta di ricusazione del Gup Pierluigi Panariello sarà ora esaminata dalla Corte d’appello, con calma, in un’udienza di Camera di consiglio ancora da fissare.
Se la sospensione dell’attività processuale sia un “anticipo” di accoglimento delle istanze della difesa o solo un provvedimento tecnico della Corte per meglio approfondire la questione, si vedrà quindi solo nei prossimi giorni.
Per la difesa è comunque incoraggiante perché la sospensione è “non un atto dovuto da parte della Corte ma una possibilità offerta dalla normativa ai giudici. Troviamo quindi nella decisione – hanno fatto sapere i legali di don Pierino – un doppio fondamento della nostra istanza, almeno sempre a livello di ammissibilità”.










