Circa il 70% degli allevamenti non ha provveduto, a due mesi di distanza dalla scadenza della nuova normativa, a garantire più spazio vitale alle ovaiole

In Italia si rischia di dover dipendere quasi totalmente dalle importazioni di uova dall’estero, alla faccia del made in Italy.
Solo il 30% degli allevatori di galline ovaiole ad oggi in Italia è attrezzato per far fronte al via delle nuove norme che entreranno in vigore dal primo gennaio 2009”. Questa la stima di Stefano Cinotti, direttore dell’Istituto zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna.
Le nuove norme dispongono per le galline ovaiole uno spazio superiore a quello attualmente a disposizione in molti allevamenti, strutturati ancora ‘in batteria”.
Il mancato rispetto delle norme comporterà lo stop a chi non è in regola: per l’allevamento fuorilegge c’è il divieto di produzione.

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