Solo i "pesci piccoli" operano nelle fiere, ma la gran parte dei falsi hanno evidentemente un altro mercato

Prosegue la “caccia’ della guardia di finanza, in occasione delle tradizionali fiere. agli “spacciatori” di prodotti falsamente “griffati”, ma così come l’arresto di spacciatori di droga non sembra minimamente incidere sulla consistenza del problema, anche per l’abbigliamento “falso”, i sequestri e le multe non sembrano ridurre il fenomeno.
Al di là delle disposizioni di legge, la maggioranza della gente non percepisce come dannoso l’acquisto di prodotti non originali, in quanto smaccatamente tali per il prezzo ma, in alcuni casi, anche di buona qualità.
Quello che la gente non percepisce è che così, al di là di qualche decina di euro a qualche extracomunitario, si alimenta quello che c’è dietro: un mercato che si espande e coinvolge anche punti vendita che i prezzi li fanno “originali”.
Quanto questo mercato sia ingente lo dimostra il fatto che, l’altro giorno,finanzieri del Comando provinciale di Ancona, in collaborazione con i funzionari doganali, hanno ndividuato e sequestrato profumi, capi e accessori d’abbigliamento contraffatti provenienti dalla Grecia e destinati al mercato italiano ed europeo.
Il materiale – circa 7.500 pezzi – era occultato su un tir sbarcato da un traghetto proveniente da Patrasso, attraccato nel porto di Ancona.
Per rendere più agevole il superamento dei controlli, l’organizzazione criminale aveva affidato la merce a un corriere internazionale di provata affidabilità, del tutto ignaro del carico illecito trasportato.
La merce – di un valore complessivo stimato in circa 350.000 euro – era destinata a una pluralità di acquirenti.
Il sequestro quindi per la fiera di “ San Florido” a Città di Castello, così come prima in quella di Todi ed in tante altre, di oltre 500 tra capi di abbigliamento e relativi accessori (ritenuti tutti di buona fattura e recanti i marchi contraffatti delle più note griffe), oltre a numerosi orologi falsi di marche prestigiose, non è altro che la punta piccolissima di un iceberg che dovrebbe consigliare maggiore cautela a chi si affida alla sola “griffe” per valutare la bontà dei prodotti e qualche riflessione più approfondita da parte degli acquirenti di “strada” che, senza rendersene conto fanno pubblicità e fanno far soldi ad organizzazione criminali di natura internazionale.

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