Per adesso sembra che un’organizzazione sgominata rubasse macchine operatrici da cantiere in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, ma non è escluso che le indagini in corso non trovino qualche collegamento coi furti avvenuti recentemente anche nella media valle del Tevere, se non altro perché tra i denunciati: due oltre gli arrestati, c’è una 56enne di Foligno.
I mezzi venivano poi venduti in Russia, Croazia e Marocco con esportazioni coperte da documentazione falsa e il denaro spariva con operazioni estero su estero in banche svizzere.
Due genovesi sono stati arrestati dalla Gdf per riciclaggio continuato in concorso.
I due erano, rispettivamente, titolare e socio della ‘Euromacchine srl’ che esportava, appoggiandosi alla consociata Texcon Italiana, le macchine da cantiere rubate, con i dati identificativi e di telaio modificati.
In ogni caso l’operazione della guardia di finanza svela che dietro questo tipo di furti vi sono organizzazioni che operano con una faccia “pulita” sul mercato e che indagando su di esse si può trovare gran parte di quanto svanisce nottetempo dai cantieri ad opera, nel caso specifico di una banda dei rumeni.
- Redazione
- 18 Novembre 2008










