Sono tornate in libertà nel pomeriggio di oggi le quattro persone – tre dipendenti della soprintendenza per i beni culturali dell’Umbria e di un imprenditore romano – arrestate il 5 novembre scorso dalla Guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla procura di Terni relativa alle presunte mazzette legate a lavori di restauro svolti in diverse località della provincia: Porta Ternana di Narni, il monastero delle Orsoline di Calvi dell’Umbria, il museo delle Armi di Terni, la chiesa di San Francesco di Calvi dell’Umbria.
Per il gip del tribunale di Terni non esistono più le esigenze cautelari che hanno trattenuto i quattro in carcere. Per loro non sono stati disposti neanche gli arresti domiciliari.
Gli investigatori ritengono che i funzionari pubblici, tutti con ruoli esecutivi e non di vertice, abbiano ricevuto il denaro in cambio di mancati controlli su interventi eseguiti non in conformità del capitolato d’appalto: l’accertamento tecnico da parte dei periti è in corso per stabilire se le difformità hanno comportato una truffa ai danni dello Stato.
L’indagine si è nel frattempo estesa anche su analoghi lavori eseguiti dalla stessa ditta a Roma e per i quali sarebbero stati trovati elenchi con nomi e somme erogate al personale di vigilanza.
- Redazione
- 19 Novembre 2008










