Speculava sulle disgrazie altrui, rilasciando certificati solo a pagamento per ottenere le pensioni di invalidità: una madre coraggiosa lo ha denunciato, i militari hanno predisposto la "trappola"

L’area “invalidità” a Terni è guardata con una certa diffidenza dopo lo scandalo, per il quale è in corso il processo, degli ausili (carrozzelle, ecc).
Ora la diffidenza aumenta dopo che una giovane e coraggiosa madre di famiglia, affetta da gravi patologie, se l’è sentita di rinunciare ad un beneficio certo pur di interrompere lo squallido mercato di certificati falsamente compiacenti.
I finanzieri del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Terni, coordinati dal capitano Giovanni Carotenuto, hanno poi fatto il resto, facendo scattare le manette in flagranza di reato per un medico della Usl numero 4 di Terni, arrestato all’interno degli ambulatori.

Dalla ricostruzione dei fatti sembrerebbe che il medico, un fisiatra, cui la donna si era rivolta per ottenere un certificato medico da esibire alla commissione di invalidità per ottenere l’aggravamento della malattia già riconosciuta ai fini dell’invalidità civile, abbia prima dichiarato di poter certificare solo generiche difficoltà posturali.
Poi però il fisiatra, 52/enne di origine calabrese, avrebbe promesso ad una paziente ternana, in cambio di 100 euro in contanti, un certificato dettagliato della diagnosi e della patologia, più efficace per il giudizio che la commissione di invalidità avrebbe dovuto emettere.
Per rilasciare questo secondo certificato, aveva chiesto alla donna altra documentazione sanitaria, “consigliandole” e chiamando lui stesso un laboratorio privato dove eseguire le ulteriori radiografie a pagamento, visto che a suo dire i tempi erano più rapidi e c’era urgente necessità.
La donna aveva segnalato il fatto alla Guardia di finanza.

Quando è tornata all’Usl, la donna ha trovato a sua disposizione due certificati pronti: uno, gratuito, di poche righe in cui si attestavano difficoltà posturali, e un altro, da consegnare in cambio della somma di cento euro, molto più dettagliato, che attestava un grave condizionamento alle attività di tutti i giorni con necessità di assistenza e di aiuto, e gravi problemi di autosufficienza.
La donna ha pagato ed è uscita con il secondo certificato. E’ toccato ai finanzieri entrare in azione perquisendo l’ambulatorio e sequestrando i 100 euro, in precedenza segnati e fotocopiati .

condividi su: