Al nastro di partenza negli Stati Uniti, nell’Università Johns Hokins di Baltimora, i primi test sull’uomo per verificare l’efficacia contro i tumori del sildenafil, la molecola alla base del Viagra.
La scelta di usare contro il cancro la molecola finora famosa come il farmaco dell’erezione punta a scardinare una delle principali strategie con cui il tumore si difende dal sistema immunitario.
I tumori sfruttano infatti le cellule immunitarie chiamate Mdsc (Myeloid-derived suppressor cells) e che producono ossido nitrico, il motore della crescita dei vasi sanguigni: le attirano e si fanno circondare da queste creando una “nebbia” che li nasconde alle cellule killer del sistema immunitario.
Il sildenafil blocca le cellule Mdsc e dirada la cortina che creano intorno al tumore, in modo che il sistema immunitario possa attaccarlo.
Coordina i test l’italiano Ivan Borrello, da anni negli Stati Uniti, che ha pubblicato i primi dati positivi ottenuti con il sildenafil su topi con tumore.
I ricercatori sanno che di per sè il sildenafil non può essere considerato un farmaco anti-tumorale e che in futuro andrà utilizzato in combinazione con chemioterapia o immunoterapia.
- Redazione
- 25 Novembre 2008









