L'agenzia Efsa ha raccomandato di ridurre la concentrazione di principio attivo nei fitofarmaci utilizzati in agricoltura per tutelare l'ambiente e la salute dei consumatori

Probabilmente sono state le ultime rilevazioni di organismi indipendenti, sull’altissima e plurima presenza di residui di pesticidi sulle uve da tavola, ad indurre anche l’agenzia europea per la sicurezza alimentare a raccomandare di abbassare la concentrazione di principio attivo per quei pesticidi il cui utilizzo è correlato a rischi per la salute umana.
La valutazione dei rischi condotta da EFSA conferma l’opinione diffusa ed avvalora le tesi di chi vorrebbe ridurre la presenza di pesticidi nell’agricoltura europea.
Intanto, grazie a questo parere, il primo passo porterà ad una diminuzione del LMR (livello massimo di sicurezza) dei residui commercializzati in Europa al fine di tutelare la salute umana.
L’EFSA ha inoltre proposto di ridurre le quantità massime di residui di sicurezza in via precauzionale anche per quei prodotti di cui non sono stati resi disponibili dati sufficienti a comprovare la sicurezza degli attuali LMR.
Inoltre, per le sostanze attive non autorizzate nell’Unione europea, ma di cui si possono trovare residui, per esempio, nei prodotti alimentari importati e nei mangimi, l’EFSA ha raccomandato che le quantità massime di residui venga fissata alla soglia misurabile più bassa, riscontrabile tramite analisi a campionatura in conformità con l’usuale prassi comunitaria.
L’EFSA sta coordinando la revisione delle quantità massime di residui di più di 300 sostanze attive,” ha spiegato Hubert Deluyker responsabile Scientific Cooperation and Assistance dell’Agenzia europea. “Abbiamo iniziato nel 2008 e puntiamo a completare entro la fine del 2010″.
L’EFSA a partire dal 2009 fornirà annualmente una relazione sullo stato dell’esposizione reale del consumatore agli antiparassitari.

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