In Italia è ‘chewing-gum mania’ e a dirlo sono i dati di mercato: ogni anno oltre un miliardo di confezioni vendute. Tradotto in confetti: 25-30 miliardi di gomme consumate, un pò per stress e un pò per noia, ma soprattutto per assicurarsi un alito fresco pronto all’occasione.
Il 52% degli italiani non rinuncia alla scatoletta in tasca, con un picco del 90% tra i teenager di 14-19 anni. Un’epidemia di ‘ruminanti’ in rosa, perchè le fan più accanite del confetto sono proprio le donne. Prime sostenitrici di una spesa totale pari a oltre 650 milioni di euro, ‘masticati’ ogni anno lungo lo Stivale.
Molte le varietà disponibili: alla menta, alla liquirizia o gusto frutta, eccetera ma quella che potrebbe adesso fare un balzo in avanti è quella allo xilitolo.
Uno studio italiano, condotto dai ricercatori dell’Università di Milano, con il proprio Centro di collaborazione Oms per l’epidemiologia e l’odontoiatria di comunità, insieme all’Istituto di clinica odontoiatrica dell’Università di Sassari e grazie al supporto di un’azienda produttrice di chewing gum e caramelle, dimostrerebbe infatti che lo xilitolo, lo zucchero estratto dal legno di faggio e betulla e contenuto in alcuni chewing gum, riduce il rischio di carie nei bambini.
Secondo questo studio, l’assunzione quotidiana di xilitolo ha ridotto all’incirca del 20% le concentrazioni del batterio Streptococcus mutans principale responsabile della carie e ha migliorato la curva del pH della placca, che risulta meno acida dopo l’assunzione di zucchero e risale più velocemente verso valori di neutralità.
La sperimentazione ha coinvolto 153 bambini sardi tra i 7 e i 9 anni.









