Batti e ribatti anche Trenitalia sembra aprire ai pendolari, ma è difficile che quest’ultimi siano d’accordo sulle nuove decisioni dell’azienda ferroviaria, come quello di abbonamenti ad hoc per i pendolari che utilizzano Eurostar ed Alta Velocità. Un accordo in tal senso è in via di perfezionamento anche tra la Regione Umbria e Trenitalia.
Verranno quindi emessi, informa una nota, abbonamenti Intercity, Eurostar, Eurostar City ed AV con una ‘estensione regionale’, al costo del 5% dell’abbonamento standard, che consentiranno sulla tratta prescelta di utilizzare indifferentemente sia i treni regionali (il cui costo è a parziale carico della Regione) sia quelli di mercato (il cui costo è a esclusivo carico di Trenitalia).
Inoltre, dove non esiste la possibilità di andata e ritorno con treni della stessa categoria: Trenitalia si impegna a valutare l’introduzione di abbonamenti unidirezionali.
Sul problema si era già espresso il comitato pendolari Roma-Firenze per il quale “con l’abbonamento Intercity non potremo più prendere i treni regionali, pur se di fascia inferiore, a meno di non pagare un’integrazione: un altro aumento surrettizio”.
Comitato che ha deciso di mobilitarsi in occasione dell’inaugurazione dell’Alta Velocità Milano-Bologna che le Ferrovie dello Stato promuovono il 13 dicembre 2008.
Motivi di disappunto a questi utenti delle ferrovie non mancano. Più di 3 volte su 10 l’attesa dei treni pendolari supera i 5 minuti, cioè oltre un terzo delle volte (37%).
Di media poi, i convogli che viaggiano sulle tratte pendolari accumulano più di un quarto d’ora di ritardo (15,64 minuti) con picchi di quasi 20 minuti.
Questi i risultati di un’indagine di Legambiente su oltre 1.400 treni pendolari in arrivo nelle stazioni di Milano, Torino, Verona, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Bari e Palermo tra l’11 e il 14 novembre, dalle 7 alle 10 del mattino.
Dai dati, su 1.438 treni monitorati, 534 sono arrivati con oltre 5 minuti di ritardo. Il 42% di quelli che arrivano a Roma sforano sempre i 5 minuti.







