La qualificazione dei flussi al centro del convegno promosso domenica

Parte dal Parco del Fiume Tevere il messaggio per qualificare il sistema turismo. Un turismo di qualità orientato all’incontro diretto con la storia, la cultura, l’ambiente, con particolare attenzione all’educazione ambientale, le tradizioni locali e le emergenze archeologiche del territorio.  E’ quanto è emerso dal convegno tenutosi domenica presso il Centro Turistico Sportivo e di Documentazione del Parco del Fiume Tevere di Salviano.
Uno degli indirizzi individuati nel corso del convegno è quello dell’ecoturismo
, nato e diffuso negli Stati Uniti quale risposta ecologica alle pressioni del turismo di massa. Un tipo di turismo ecocompatibile e responsabile in aree naturali, nel rispetto dell’ambiente e del benessere delle comunità locali, come tipologia di prodotto turistico ‘specifica’ per i parchi e anche strumento principe nella diffusione della conoscenza. Con il territorio visto, non solo come luogo da fruire, ma da valorizzare in base a progetti integrati di sviluppo locale che connettano il viaggio, con valori locali, l’artigianato, i percorsi alternativi, la storia, la cultura, l’archeologia, le tradizioni locali.

In questo senso il Laboratorio Archeologico ‘Luoghi della Memoria’, guidato dall’archeologa Teresa Orbi, ha sviluppato un programma di lavoro con una serie di progetti realizzati con gli studenti del Istituto Comprensivo di Baschi. Esperienze didattiche che mirano alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione del territorio e alla conoscenza della storia.
“Si tratta – ha sottolineato Isauro Grasselli – di un’iniziativa che va a completamento del progetto ‘Parco è’, presentato in novembre, che prevede 52 eventi in 40 giorni e che rappresenta un percorso di valorizzazione e promozione del territorio del Parco Fluviale del Tevere da Monte Castello di Vibio ad Alviano proponendo una serie di iniziative articolate, senza lasciare fuori i più piccoli e mettendo insieme tutto il territorio del Parco del Tevere che confluirà ora nella nuova Comunità Montana del narnese, amerino, tuderte e orvietano, che comprenderà 30 Comuni”.

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