Le Aree Naturali Protette come motore di sviluppo della biodiversità; attuare nuove iniziative per il reperimento del fabbisogno di selvaggina ai fini del ripopolamento; effettuare le catture all’interno delle sei Aree Naturali protette regionali, mantenere uno stato sanitario delle specie animali, tali da impedire o limitare malattie che possano arrecare danni alla fauna. Tutto questo con l’obiettivo di ricostituire nel medio termine popolazioni selvatiche sufficientemente numerose ed in grado di riprodursi naturalmente svincolandosi dal ricorso di selvaggina dagli allevamenti.
Queste sono le linee guida contenute nella proposta di legge a firma del consigliere regionale Aldo Tracchegiani.
Per quello che riguarda gli abbattimenti selettivi e le reintroduzioni, la proposta detta norme tese all’esecuzione di interventi volti a raggiungere un soddisfacente equilibrio faunistico ed ambientale e nel contempo a contenere i danni prodotti alle colture agricole dei terreni posti all’interno delle Aree protette. “Oramai i Parchi sono diventati come musei – ha detto Tracchegiani – dove non è possibile abbattere alcuna specie animale. Ma è questo il problema principale poiché si assiste alla proliferazione di specie animali che arrecano danni all’uomo e all’ambiente, pensiamo ai cinghiali. Pertanto è necessario procedere, in convenzione con le Comunità Montane all’abbattimento e alla cattura di selvaggina a scopo di ripopolamento. Si potrebbero, per esempio, organizzare gare cinofile nei parchi senza l’immissione di allevamento e senza sparo”.







