Il consigliere provinciale Giovanni Ruggiano attacca la Provincia per come si è arrivati alla decisione, mentre il sindacato ricorda di essere stato l'unico a denunciare i rischi che si andavano paventando

Il varo del piano di dimensionamento scolastico a partire dal prossimo anno sta suscitando a Todi le prime reazioni, con inevitabile contorno di polemiche politiche.
La prima posizione che registriamo è quella del consigliere provinciale di Alleanza Nazionale Giovanni Ruggiano, il quale ha peraltro ricoperto fino allo scorso 31 agosto il ruolo di dirigente dell’Istituto Agrario, una delle due scuole cittadine interessate dal dimensionamento (l’altra è l’Itcg “Einaudi”).
“Anche questa operazione che doveva e poteva avere un esito diverso e più razionale – scrive Giovanni Ruggiano – è andata a sbattere contro la logica di chi poteva mettere in campo una forza politica maggiore, e magari, in grado di far saltare la maggioranza”.
“Si è arrivati a forti discussioni – rivela il politico tuderte – soprattutto fra i consiglieri provinciali dell’alto Tevere di Gubbio, con ciascun rappresentante che non intendeva recedere dalle posizioni personali e campanilistiche, con la prospettiva di frantumare la maggioranza nella eventuale votazione in Consiglio Provinciale”.

Ruggiano se la prende innanzitutto con il metodo adottato
. “Come sempre – sottolinea nel suo comunicato stampa – si è ricorso ad un artificio politico-amministrativo per cercare di salvare capra e cavoli. L’assessore Buconi, con l’avallo della Giunta e della maggioranza, ha scelto la strada della “comunicazione” evitando, quindi, di far votare il Consiglio e, di fatto, esautorandolo di una prerogativa stabilita dalla legge”.
“Per quanto concerne Todi, in particolare – scrive Ruggiano – il sottoscritto ha cercato, con forza, di convincere l’assessore che si poteva battere una strada diversa, lasciando in piena autonomia l’Istituto Agrario “Ciuffelli”, come scuola specialistica, unica nella regione e luogo di istruzione interregionale, oltre da quasi 150 anni di storia”.
Come si sa le cose sono andate diversamente, ma evidenzia il consigliere provinciale di An, “se si fosse voluta, questa direzione si poteva portare avanti e difenderla con determinazione proprio per le caratteristiche particolari della scuola. Non si è voluto e allora l’unica strada da battere è stata quella di salvaguardare la centralità dell’Istituto agrario che, in caso contrario, avrebbe rischiato di perdere anche la presidenza”.

Dopo aver fatto il punto sotto l’aspetto politico, Ruggiano affronta la questione da ex operatore del settore.
“E’ chiaro un fatto – conclude: le scuole tuderti sono sicuramente su un piano ottimale e farle rimanere “vincenti” dipenderà da chi vi opererà nei prossimi anni. Siamo convinti che la massima attenzione andrà riservata al futuro di tali nostre istituzioni scolastiche e riteniamo che anche l’Amministrazione comunale di Todi, che pure non ha responsabilità nel dimensionamento, saprà fare la sua parte”.

La decisione di accorpare Itas e Itcg non piace neppure alla CGIL – Camera del Lavoro di Todi che esprime “tutto il suo disappunto per le scelte effettuate in merito al riordino scolastico effettuato dalla Provincia di Perugia, a seguito del Decreto Gelmini, ormai diventato legge dello Stato”.
Il sindacato denuncia in particolar modo “il danno che tali scelte procureranno all’Istituto d’Istruzione Superiore “A. Ciuffelli” di Todi, il quale verrà accorpato con l’ “I.T.C.G. Einaudi. Tale scelta  – viene sottolienato in una nota – avrà insito il rischio della perdita della ormai ultracentenaria specificità dell’Istituto Agrario, il più antico d’Italia, e, come conseguenza, l’impoverimento del territorio del tuderte”.

La CGIL – Camera del Lavoro di Todi ricorda che aveva già denunciato questa pericolosa situazione con un comunicato del 28 novembre scorso e che “l’Amministrazione comunale di Todi non ha ritenuto utile prendere in considerazione tale eventualità, né sembra, visti i risultati, essersi attivata a difesa del territorio tuderte e di questa situazione peculiare nelle sedi opportune”.
La Camera del Lavoro conclude il suo intervento sollecitando l’Amministrazione Provinciale di Perugia e l’Amministrazione Comunale di Todi, affinché al più presto “stabiliscano un incontro che possa recuperare in qualche modo tale situazione e intorno a quel tavolo possano percorrere tutte le strade, fino ad oggi non esplorate, che tutelino il territorio e questa specificità tuderte”.

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