La “fusione fredda” tra Istituto Agrario “Ciuffelli” e Istituto Commerciale e per Geometri “Einaudi” viene respinta (o quanto meno “rimandata”) dalle due scuole interessate.
Rispetto al piano di dimensionamento già varato dalla Provincia di Perugia, infatti, le due comunità scolastiche hanno diffuso un documento congiunto – firmato da dirigenti, docenti, personale Ata e dagli organi collegiali in rappresentanza di genitori ed alunni – con il quale si chiede al Consiglio regionale dell’Umbria, chiamato nei prossimi giorni a deliberare definitivamente sull’argomento, di “rinviare il piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche a partite dall’anno scolastico 2010/11”.
Nel documento, inviato oltre che in Regione anche alla Provincia e al sindaco di Todi, si chiede che vengano “evidenziati in modo trasparente ed esauriente i criteri di scelta in collegamento al territorio e alla complessità gestionale e numerica delle istituzioni scolastiche” che hanno portato alla redazione del piano, sottolineando come l’Itas sia “la scuola più complessa dell’intera regione” (per la presenza di un convitto, un’azienda agraria e una sezione aggregata Ipsia) e che l’Itcg si caratterizza, con i suoi due indirizzi (ragionieri e geometri) “per un bacino di utenza centrale e allargato alle due province”.
Nel testo viene fatto notare come contemporaneamente a tale fusione vi sia stato “il rinvio al triennio 2009/11 di un Istituto con soli 206 alunni ed uno di primo grado con 491”, smentendo quindi che il piano sia stato fatto sulla base di un solo criterio numerico, ovvero del non raggiungimento dei 500 iscritti, casistica nella quale ricadono sia il “Ciuffelli” che l’”Einuadi”, ma che una volta uniti arriverebbero a contare ben 822 studenti.
Il documento si conclude invitando ad “una corretta e approfondita valutazione dei parametri che consentano una proposta di dimensionamento nel rispetto delle esigenze sia delle singole istituzioni scolastiche sia del territorio nel quale sono collocate in modo funzionale, nonchè per evitare eventuali disservizi a causa di scelte non adeguatamente ponderate”.
Al sindaco di Todi viene chiesto infine di “rappresentare tali richieste a tutela di scelte trasparenti e a vantaggio della autonomia e ricchezza del territorio”.
Sul tema, stamattina, i consiglieri comunali di centrosinistra avevano già presentato la richiesta di un Consiglio comunale aperto.
In allegato il documento integrale











