Le squadre dei distretti di gestione D5 e D6 dell'ATC PG 2 replicano all'intervento di Carlo Vannini dell'associazione "Terradiconfini"

“Per tutti i cittadini cacciatori e non, che si identificano in questo sport e non sotto piccole “sette” atte solo a sgretolare il mondo venatorio, le squadre di cinghialisti dei distretti di gestione D5 e D6 dell’ATC PG 2 ritengono doveroso fissare su 5 punti la nostra nota di risposta al Sig. Vannini:
1 – Chiunque abbia problemi personali di natura politica o di convivenza (venatoria) sul proprio territorio, è pregato di risolverseli civilmente e lealmente senza nascondersi dietro sigle o attacchi sibillini…..facendo il nome del politico, o dell’associazione venatoria, o delle guardie provinciali accennate sui suoi interventi e si chiarisca definitivamente con loro; perche noi cinghialari siamo stufi di essere il suo capro espiatorio per battaglie personali…..

2 – Esistono leggi nazionali (157/92) e regionali (14/94) atte a regolare qualsiasi tipo di caccia e di conseguenza ci sono organi preposti che si occupano di farle rispettare…..Se qualcuno ritiene che ciò non avvenga solleciti interventi…
3 – I dati degli animali abbattuti sono accessibili a tutti, sia in selezione che nel periodo di caccia, basta chiederli all’ufficio di gestione e programmazione faunistica della provincia;
4 – Riguardo alla critica rivolta al calendario venatorio, dove emerge sibillino un egoismo mascherato in un profondo preambolo da salvatore della patria, vogliamo ricordare, che per avere una caccia più libera per tutti “compresi i migratoristi”, da due stagioni, le regioni dell’Italia centrale, hanno stilato un calendario omogeneo per permettere un accordo di interscambi più lineare con le provincie vicine, quindi gli consigliamo di dare un’occhiata ai calendari venatori e poi ne tragga le sue giuste conclusioni.
5 – Infine non ci sembra di aver letto su nessun calendario venatorio che al Sig. Vannini sia vietata l’apertura del cinghiale o della tortora, la sua non partecipazione è solo una giusta e libera scelta personale.

Noi cinghialari siamo cacciatori con la C maiuscola, come i tantissimi altri cacciatori che praticano altre forme di caccia, pronti a combattere a fianco di tutti loro per una caccia migliore, firmando anche petizioni da inviare con proposte serie alla provincia e alle associazioni venatorie.
A tale riguardo, proponiamo alcune modifiche alle leggi in vigore per una caccia più tutelata:
1 – Nel calendario venatorio proponiamo: dalla 3° domenica di settembre alla 1° di ottobre tre giorni fissi alla settimana;
2 – Preapertura di 2 giorni individuabili nel primo giorno utile di settembre e nella prima domenica di settembre in un’orario che va dalle 6:00 alle 14:00 solo da appostamento;
3 – Obbligo di compilazione del verbale di caccia anche per la specie lepre, con n° max di 6 persone, costituito da 2 bracchieri e 4 poste, con n° max di 3 capi abbattuti per squadra con obbligo di annotazione non solo sul verbale ma anche sul tesserino;
4 – Divieto di tracciare con arma caricata a pallini per le squadre di cinghiale;
5 – L’inserimento di una legge regionale che deleghi la vendita di tutta la carne di cinghiale, abbattuta in selezione, ai mattatoi; il ricavato potrà essere usato per la copertura dei danni arrecati da tali animali all’agricoltura e per la gestione delle ZRC;
6 – Divieto di abbattere selvaggina migratoria durante la caccia vagante, fatta eccezione per la specie beccaccia e per tutti gli acquatici.
Nel salutare l’egregio signor Vannini, lo invitiamo ad una serena e seria analisi di queste proposte ed aspetteremo, certi di averli, commenti e nuove proposte atte a favorire una caccia più libera e bella per tutti”.

 

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