Chi ha la possibilità di avere carburanti alternativi al gas dovrebbe pensare a verificare le scorte.
Da fine gennaio, al massimo ma anche entro pochi giorni, si potrebbe riproporre lo scontro economico tra Russia ed Ucraina: la prima quella che fornisce una buona fetta del gas che consumano gli italiani, la seconda quella attraverso cui transitano la gran parte dei gasdotti che riforniscono l’Europa.
In effetti vi è un accordo a lungo termine sul transito del gas attraverso il territorio ucraino, in base al quale l’adempimento dei suoi obblighi di transito non ha legami rispetto alle forniture di gas per i consumatori ucraini.
Ma l’Ucraina potrebbe vedersi tagliate le forniture russe se non completerà entro il 31 gennaio il pagamento dei 2,4 miliardi di dollari richiesti dai russi. Sino ad ora, Kiev ha versato 800 milioni. La distanza tra le due somme: il dovuto ed il pagato, fa temere che i russi non aspettino l’ultimo giorno ed allora la crisi in Europa occidentale potrebbe iniziare prima
Ed allora la tentazione di attingere ai gasdotti che trasportano il gas verso per l’Europa potrebbe essere troppo grande per l’Ucraina, come all’inizio del 2006.
L’avvertimento russo è stato chiaro:” non si può escludere che l’attuale posizione del lato ucraino potrebbe pregiudicare il transito di gas naturale attraverso il suo territorio e potrebbe spezzare la stabilità delle forniture di gas verso l’Europa.”
- Redazione
- 25 Dicembre 2008










