Come sempre succede, le statistiche danno luogo a discussioni infinite e quelle elaborate dal il Sole-24ore non potevano sfuggire alla regola, anche perché i criteri usati non erano stati concordati con tutte le realtà interessate.
Ma se, nel servizio dei giorni scorsi su questo sito, avevamo messo in evidenza che in Umbria è Terni a veleggiare a centro classifica con un moderato vento in poppa che le ha fatto recuperare sull’anno precedente quattro posizioni, le esternazioni più entusiastiche del Sindaco della città dell’acciaio hanno suscitato reazioni puntigliose del vice presidente del Consiglio regionale Raffaele Nevi (FI-PdL).
“In realtà – spiega il consigliere- la situazione che ne viene fuori dovrebbe indurre a preoccuparsi se è vero, come risulta dall’indagine, che Terni ha conquistato 4 posizioni in classifica solo grazie all’aumento demografico dovuto ad una massiccia ondata immigratoria che pone la città, addirittura, al terzo posto in Italia. Ciò, ha poi generato, coerentemente, un incremento delle nascite che infatti pone Terni al secondo posto in Italia.
Nonostante questo dato, – aggiunge il vice presidente del Consiglio regionale – il rapporto tra giovani e anziani pone Terni all’85esimo posto. Una provincia, quindi, sempre più piena di anziani e sempre meno ricca se è vero, come risulta dalla lettura del Sole 24 Ore, che la provincia si piazza al 62esimo posto per ricchezza prodotta (praticamente una provincia del meridione) nonostante la presenza dell’acciaieria che tira su il pil pro capite”.
“Ma il fatto forse più brutto, – scrive Nevi – di cui nessuno parla, è quello della percezione da parte dei cittadini ternani, come risulta dall’indagine Ipr, dell’aumento dei prezzi nell’ultimo anno e che pone la città addirittura all’89esimo posto in Italia.
Praticamente i ternani percepiscono, a differenza dei perugini che si collocano al 36′ posto, grandi difficoltà dovute al carovita e quindi alle scellerate politiche fiscali di chi governa gli enti locali della provincia e che hanno prodotto enormi incrementi di spesa, nell’ultimo periodo, a carico della famiglie, riducendo pesantemente il potere d’acquisto e facendo percepire più povertà alla gente. Ciò – ammonisce – è aggravato anche dalla scarsità dei risparmi presso le banche (64esimo posto) e dalla scarsità di consumi
delle famiglie (53esimo posto)”.
“Ancora peggio – continua l’esponente del PdL – vanno le cose se si guarda il tema ‘affari e lavoro’ dove è indicato un peggioramento rispetto alla precedente rilevazione che riflette una realtà economica praticamente immobile e che mette in risalto differenze enormi con Perugia…. Anche sul tema ‘servizi, ambiente, salute’ Terni non può gioire, piazzandosi al 69esimo posto in Italia.”
Per Nevi “ciò che a tutti gli osservatori non è capitato di vedere e che rappresenta il più grande campanello d’allarme sulla qualità della vita nella provincia ternana è la rilevazione sull’indice di felicità personale dei cittadini rispetto al posto dove abitano. Si scopre – dice – che sono pochi, oltre a Raffaelli, i ternani che vivono felici nel loro territorio se è vero, come dice la classifica, che Terni è al 51esimo posto e Perugia al 28esimo”.









