Il rinvio dell'approvazione del conto preventivo è per il centrodestra, preoccupato per i rilievi della Corte dei Conti per l'esposizione debitoria con gli swap, la dimostrazione della paralisi dell'ente
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Il rinvio dell’approvazione del bilancio preventivo 2009, deciso dal Consiglio provinciale nella seduta del 30 dicembre, su richiesta del capogruppo di maggioranza Lazzaro Bogliari, per i partiti del Pdl è un ulteriore tentativo “di mortificare e svuotare il ruolo del Consiglio provinciale”. Lo hanno sostenuto i rappresentanti del centrodestra, in una conferenza stampa indetta all’indomani della mancata discussione in Consiglio del punto relativo al bilancio di previsione.
Nonostante il tour de force a cui i consiglieri provinciali si sono sottoposti nel mese di dicembre tra riunioni di commissione e di Consiglio – sono state le parole di Ivo Fagiolari (Fi) e Bruno Biagiotti (An) – e nonostante la convocazione d’urgenza del Consiglio del 30 dicembre, quella stessa riunione si è conclusa nel giro di poco tempo, dal momento che il capogruppo di maggioranza ha proposto di rinviare il tutto a metà gennaio, per la necessità di risolvere alcune questioni”.
Ma a giudizio degli esponenti del centrodestra la verità è che “vi sono delle evidenti divisioni interne alla maggioranza, con una frattura tra i partiti che la compongono e un isolamento del presidente dalla sua stessa coalizione”.

Per Fagiolari “il fallimento di questo governo è legato alla forte presenza di ex sindaci dentro il Consiglio provinciale, i quali, catapultati qui da territori diversi, non hanno perso l’interesse a coltivare i propri orticelli e non sono stati in grado di far propri gli interessi più generali della Provincia, ente di area vasta”.
“Da sei mesi non esiste più una maggioranza politica – ha commentato Biagiotti – ma esclusivamente numerica che spesso pone ostacoli ai lavori del Consiglio. C’è una difficoltà ad operare e quanto accaduto nel Consiglio del 30 dicembre è un chiaro segnale lanciato al presidente che aveva fortemente voluto l’approvazione del Bilancio. Nei mesi precedenti, di fronte a questa difficile situazione, avevamo chiesto le dimissioni del presidente – ha aggiunto il capogruppo di An – ma non siamo stati ascoltati; adesso si naviga a vista, cercando solo di amministrare il quotidiano, senza fare programmazione e senza rispondere alle reali richieste della collettività”.
Biagiotti ha quindi fatto riferimento alla vicenda degli swap sulla cui gestione la Corte dei Conti è intervenuta con una specifica lettera: “In tempi non sospetti – ha ricordato – avevamo messo in guardia dai rischi che si potevano correre, ma anche in questo caso non siamo stati presi in considerazione. La realtà è che al momento sono state quantificate possibili perdite per 4 milioni di euro, a fronte di un Bilancio basato solo per 1,5 milioni di euro su risorse proprie dell’Ente. Se le cose rimanessero invariate si aprirebbe una voragine nel nostro Bilancio”.

Il capogruppo di maggioranza Lazzaro Bogliari dà, ovviamente, una lettura diversa. “Non c’è alcun allarmismo: già da un mese abbiamo esaminato la documentazione del Bilancio di previsione dell’Ente e lo abbiamo giudicato positivamente. E’ solo una questione di correttezza nei confronti di un organismo, la Corte dei Conti, che ha fatto delle segnalazioni e che merita pertanto giuste risposte da parte nostra”. 

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