Tra i documenti storici del Partito Socialista di Todi c'è una corrispondenza che racconta come il Collegio fosse "il più terribile, il più affaticato, il più reazionario, il più difficile di tutta la regione centrale"

Ho trovato tra i documenti storici del partito socialista di Todi conservati da mio padre (tra i fondatori della sezione di Todi nel 1944), questa simpatica corrispondenza tra Pasquale Laureti, noto esponente del movimento socialista umbro e (?) Franceschini (incaricato di raccogliere informazioni sulla storia del primo movimento socialista in Umbria).
Emblematica per capire la “caratterialità” dei tuderti in politica, anche in relazione ai fatti di oggi, la descrizione che il Laureti fa del collegio tuderte!

“Caro Franceschini, sono a tua completa disposizione e non temere di darmi incomodo. Ti mando una fotografia della giovinezza ed una dei tempi attuali mentre sto fumando in una loggetta della mia casa spoletina.
A Todi avevo conquistato una grande stima e affettuosità. Fui candidato 1° contro Luigi Morandi, todino; 2° contro Ciuffelli, nativo di Massa Martana, 3° candidato contro la lista fascista a Spoleto tra pericoli inauditi; ed ultimo nel 1948 contro la DC, personificata con il Pasquini di Foligno. In quella lotta ho superato, mi sembra, i 30.000 voti, a Spoleto ebbi una maggioranza schiacciante…
Per quanto riguarda Todi: posso dirti che un giorno mi si presentò tutto sudato, affaticato, impolverato un giovane operaio di Todi che mi consegnò una lettera dell’Avanti! scritta da Leonida Bissolati, che mi pregava di essere il candidato politico del Partito a Todi.
Risposi: ” … Ma se io non so nemmeno quale strada si debba tenere per venire a Todi!” (le automobili non esistevano!) e mi rifiutai. Da qui una breve polemica tra me e il Bissolati.

Di Todi ricordo: il droghiere Canbiotti, dagli occhi celesti di un colore azzurrino, ora morto; ricordo il dott. Urbano Pellegrini, morto anch’esso, con la sua compagna signora Marianna, che veniva da Imola; Mazzini Mezzoprete, Nicola Cecchini, mi pare che mi attendeva sempre alla porta di Borgo Ulpiano per abbracciarmi e darmi un garofano rosso.
Ricordo anche Pilade, un abilissimo maestro d’ascia, direbbe Dannunzio. Todi ha tenuto un primato nella cultura ed intarsiatura del legno con la famosa scuola del Morigi. Altri nomi, per ora non rammento.
Posso dirti che il Collegio Politico di Todi era il più terribile, il più affaticato, il più reazionario, il più difficile di tutta questa nostra regione centrale. Esso partiva dal Sellanese, con Cammoro ed Orsano, scendeva a Foligno con Scopoli, Rasiglia. Case Nuove, tendeva verso Trevi e tutta la sua montagna-roccaforte dei Salesiani- puntava su Montefalco attraverso il piano della Madonna della Stella -altra roccaforte dei Passionisti- e poi volgeva verso Fratta Todina, Monte Castello Vibio, ed entrava a Todi attraverso Acquasparta e Massa Martana per dilungarsi ancora nell’orvietano con Montecchio e Baschi.

Intendi, mio caro Franceschini, la difficoltà e la pazienza e la fatica che in quei giorni dovette sobbarcarsi il sottoscritto.
Una propaganda serrata ed audace in un ambiente terribilmente funesto. Vi era, ben ricordo, un curato di una frazione vicino Todi, che ogni qualvolta io passavo per la sua parrocchia, si divertiva a suonare le campane della chiesa a stormo ed organizzava contro di me, storme di villani inviperiti che urlavano, fischiavano e come non bastasse, mi ricoprivano con coriandoli fioriti in… stalla.
Paragona questa situazione a quella di oggi e poi dimmi, nella tua coscienza, se i socialisti non meritino almeno un poco di amore sentito per aver dissodato profondamente la gleba, ovvero il terreno della più feroce reazione economica e clericale. Anzi mi piace di raccontarvi un aneddoto.

Come arrivai a Todi?
I compagni di Terni avevano comprato, all’asta pubblica per il fallimento di un circo equestre, un cavallino che si chiamava Moriondo. Questa bestiola l’attaccarono ad una carrozzella ed io mi servii di essa per i miei giri di propaganda nell’orvietano, sotto l’istigazione di una cara signora- la contessa Rosita Garibaldi, moglie del compagno Vittorio Ravizza.
Devo raccontarvi come entrai a Todi per iniziare la propaganda del partito fra il suono di una squillante Fanfara Operaia che suonava l’Inno dei Lavoratori. All’improvviso Moriondo si ferma ed incomincia una danza a quattro piedi: la bestiola, senza che noi lo sapessimo, era stata ammaestrata nel circo equestre a danzare, appena sentiva le prime note musicali.
Moriondo e’ finito anch’esso. Dura però e non muore l’Inno dei Lavoratori.
Contracambio i saluti ad Angelica, e tante cose affettuose a te, che fai ricordare gli anni migliori della mia vita”.

Pasquale Laureti, Spoleto, 19-6-1956

Dopo la bellissima descrizione di Pasquale Laureti sui ricordi di Todi, sarà opportuno aggiungere un breve cenno di storia di quel movimento socialista del quale fu continuo animatore Mazzini Mezzoprete.
La Sezione Socialista di Todi sorse nel 1893, i promotori che si ricordano sono: Mazzini Mezzoprete, Freddi Flacco, Ciro Alvi, Gaspare Orsini, Corelli Pilade, Giuseppe Magneroni, Menecali Giuseppe, Urbano Pellegrini. La sede fissa fu però inaugurata alcuni anni dopo, solo nel 1903, presso l’abitazione di Vespasiano Morandi in via Ciuffelli.
Le prime aspre lotte le affrontarono nel 1898 agitandosi contro il costo della vita. La reazione del governo, divampò spietata e solo a Todi vennero arrestati e condannati 43 lavoratori.
Più tardi i compagni di Todi ingaggiarono una lotta a favore dei coloni contro una tassa infame per questi insopportabile. Anche qui arresti di venti contadini processati e condannati.
Nel 1920 i socialisti conquistarono l’amministrazione comunale. Come Sindaco venne scelto Mazzini Mezzoprete, uomo di indiscussa fede ed onestà. Collaborarono con Mazzini, Leonardo Comez, Guastaveglie Guerriero, Quadri Giovanni.
I compagni di Todi hanno avuto due periodici, “ Jacopone” e “Falce e Martello”. Vi collaboravano Comez, Casei, Mariani, Caprioli, ed altri.
Meritano pure di essere menzionati i compagni Nemesio Cambiotti e Aquilio Rosati, che con la collaborazione della Federazione Provinciale dei Contadini, riuscì ad organizzare una poderosa organizzazione di coloni in tutte le frazioni del comune di Todi.

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