Riaprono le scuole e si riaccende a Todi il dibattito sul dimensionamento degli istituti, questione che in città coinvolge in modo particolare l’Itcg “Einaudi” e l’Istituto Agrario “Ciuffelli” per i quali è previsto l’accorpamento sotto un’unica presidenza.
A ritornare sull’argomento è un documento dei gruppi consiliari di Partito Democratico, PS-MRE e Rifondazione comunista, nel quale vengono ricostruiti i vari passaggi che hanno portato alla predisposizione del piano da parte della Provincia di Perugia, muovendo dure critiche all’Amministrazione Ruggiano che, rispetto alla fase di partecipazione che ha preceduto il varo del piano, “non ha sollevato alcun problema o avviato un percorso di valutazione ed approfondimento in Consiglio Comunale, nè tantomeno ha ritenuto necessario percorrere la strada della richiesta di deroga ai dettami legislativi, una strada – è scritto in un comunicato – che solo l’Amministrazione municipale poteva e doveva, semmai, percorrere; non certo l’Amministrazione Provinciale, chiamata, evidentemente, a dare attuazione alla norma in via generale”.
“Per settimane – attacca il centrosinistra – l’Amministrazione Ruggiano, coinvolta dalla Provincia per la predisposizione del nuovo piano di dimensionamento, ha ritenuto opportuno muoversi, come ormai di prassi, in modo autoreferenziale ed autosufficiente, senza portare la discussione all’interno del Consiglio Comunale, luogo deputato per eccellenza al confronto delle idee, ma svuotato delle proprie fondamentali prerogative da una destra irrispettosa persino delle istituzioni”.
I gruppi consiliari di Pd, Ps-Mre e Rc ricordano di essere stati obbligati a ricorrere, a norma di regolamento, ad una richiesta di convocazione del Consiglio comunale per “avviare, seppur tardivamente, una discussione sul futuro delle scuole tuderti”.
Nella seduta del 30 dicembre, come si ricorderà, in Consiglio è stato ascoltato l’assessore provinciale Massimo Buconi, il quale ha illustrato il lavoro svolto dalla Provincia, sottolineando che, al momento, l’Amministrazione Provinciale, nel formulare per Todi un piano di dimensionamento delle scuole, non ha potuto non tenere conto che la Legge Gelmini ed i relativi regolamenti attuativi impongono, di fatto, l’accorpamento degli istituti tecnici cittadini (“Einaudi” e “Ciuffelli”), anche in vista dei cambiamenti e delle ipotesi restrittive previste fin dal 2010.
“In attesa della convocazione del prossimo Consiglio Comunale, chiamato a concludere questa discussione – è scritto nella nota del centrosinistra – considerate le molte voci che si levano, a vario titolo, da destra, sarebbe bene, per una discussione seria e compiuta, conoscere in maniera ufficiale la posizione dell’Amministrazione Comunale di Todi circa il dimensionamento degli istituti scolastici, che immaginiamo – viene evidenziato per affermare probabilmente il contrario – sia stata portata e confrontata nelle sedi e nei tempi opportuni con l’Amministrazione Provinciale, le istituzioni scolastiche e, non ultimi, i comuni dell’ambito territoriale che fino ad oggi si sono avvalsi dell’offerta formativa presente a Todi”.
“Per quanto riguarda l’istruzione superiore – concludono i gruppi consiliari di Pd, Ps-Mre e Rc – noi consideriamo per l’oggi e per il futuro irrinunciabile mantenere un’offerta formativa pari a quella attuale ed una autonomia che salvaguardi le funzionalità ed organicità attuali. Così come consideriamo irrinunciabile per l’oggi e per il futuro mantenere per la scuola media inferiore l’attuale bacino di riferimento (Todi, Fratta Todina, Monte Castello Vibio e Collazzone), opponendoci con forza a qualunque tentativo di stravolgimento da chiunque venisse messo in atto.
Per questo ci preoccupa – conclude il comunicato – il comportamento tenuto fino ad oggi dall’Amministrazione Ruggiano, dal mancato coinvolgimento del Consiglio Comunale, all’assenza di ogni proposta e dibattito, fino al silenzio di questi giorni”.












