La piena del “biondo Tevere” e la paura che ha messo paura ai romani ha attirato l’attenzione su tutto il bacino fluviale e sull’Autorità di Bacino “di rilievo nazionale” istituita dalla legge 18 maggio 1989, n° 183.
L’ASSTRAI, associazione di salvaguardia e sviluppo Tevere, Trasimeno ed acque interne, chiede ai competenti organi statali, regionali, provinciali, comunali e delle comunità montane di conoscere:
a) le attività di pianificazione, programmazione e attuazione degli interventi, come disciplinate dall’art. 3, destinate ad assicurare la difesa del suolo, il risanamento delleacque, nonché la tutela degli aspetti ambientali ad essi connessi;
b) le attività, i provvedimenti e qualsivoglia funzione svolti dal Comitato nazionale per la difesa del suolo, di cui all’art. 6, con particolare riguardo all’esercizio delle funzioni di indirizzo e coordinamento in ordine alle attività ed alle finalità della legge n° 183/89;
c) le attività, i provvedimenti e qualsivoglia funzione svolti dalla Direzione nazionale per la difesa del suolo (art. 7), dai servizi tecnici nazionali (art. 9) istituiti rispettivamente presso il Ministero dei Lavori Pubblici e la Presidenza del Consiglio dei Ministri;
d) quali funzioni siano state esercitate dalla Regione Lazio, come disciplinato analiticamente dall’art. 10 della legge 183;
e) quali funzioni siano state esercitate dagli Enti Locali ed altri soggetti come disciplinato analiticamente dall’art.11 della legge 183;
f) quali funzioni e provvedimenti siano stati adottati dagli organi dell’Autorità di Bacino, quali il comitato istituzionale, il comitato tecnico, il segretario generale e la segreteria operativa, istituiti e disciplinati dall’art.13.
Considerata la gravità della situazione in cui versano numerose aree della nazione (oltre alle regioni della valle Tiberina), l’ASSTRAI auspica “una decisa assunzione di responsabilità, come correttamente dichiarato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso”, chiedendo il necessario coinvolgimento istituzionale e della collettività attraverso le associazioni di protezione ambientale.
L’ASSTRAI rivolge inoltre appello al Presidente della Repubblica Italiana ed ai Presidenti della Camera e del Senato della Repubblica, “quali garanti dei principi fondamentali e dei valori costituzionali sanciti a difesa del paesaggio, del patrimonio storico e artistico ed in generale del territorio”.
- Redazione
- 7 Gennaio 2009












