Per il professor Renato Domenico Orsini le due rotonde esistenti sono compatibili soltanto con il traffico leggero e quindi inadeguate per il ruolo di cerniera del territorio massetano

Rotonde stradali al centro dell’attenzione anche a Massa Martana, oggetto di un’osservazione da parte del professor Renato Domenico Orsini.
“Le caratteristiche delle due rotonde massetane realizzate all’inizio della traversa urbana della Strada Regionale 316 dei Monti Martani – scrive Orsini – sono compatibili solo con il traffico leggero ma non sono adatte al traffico pesante per cui il comune, per esercitare il ruolo di naturale cerniera tra lo scalo della Ferrovia Centrale Umbra e della E45 con il comprensorio intercomunale della Valle Umbra Sud deve realizzare una variante che consenta una circolazione più agevole ai mezzi di trasporto pesante“.
Questa variante – sottolinea Orsini in un documento inviato ad una pluarità di soggetti istituzionali – “è stata più volte timidamente proposta ma è stata altrettanto rapidamente affossata perché nessuno ha avuto finora il coraggio di avviarne la realizzazione, sfidando il fuoco d’interdizione chi ritiene di essere ancora al tempo del mitico “Pipino” e della sua vecchia Balilla, ma questo tempo è passato e la continuazione dello sviluppo di Massa Martana impone scelte rapide, anche se ben valutate ed attuabili”.
A giudizio del professor Renato Domenico Orsini “l’unica soluzione possibile è quella di una variante camionabile che dovrebbe originarsi dalla rotonda di San Marco ed, attraversando la zona delle strutture sportive, raccordarsi alla SR 316 in località Rottonnaro: ritengo, infatti – scrive Orsini – che questa ipotesi sia compatibile con il sistema infrastrutturale del Piano Regolatore Generale, recentemente approvato e vigente per il Comune di Massa Martana, anche se mi rendo conto che si tratta di una decisione difficile sia sotto il profilo tecnico e finanziario che politico”.
“L’unico modo serio per iniziare a verificare questa proposta – conclude Orsini, sollecitando una risposta da parte del “vicesindaco che guida un’Amministrazione transitoria” – è quella di discuterla in un Consiglio Comunale aperto a tutta la cittadinanza per elaborare una proposta condivisa”.

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