L’omicidio del giovane tunisino morto dissanguato, all’ospedale, dopo essere stato accoltellato alla coscia è stato risolto in poco tempo dalla polizia perugina.
Gli elementi forniti alla stampa all’inizio della vicenda facevano ritenere che il fattaccio fosse avvenuto sul pianerottolo dell’appartamento di via Cavour di Perugia in cui abitava la vittima.
Invece l’accoltellamento è risultato avvenuto di fronte all’abitazione del feritore.
Il fatto aveva avuto come testimone una romana di 43 anni, amica del feritore, un ventiseienne originario della Sierra Leone.
Nel corso delle prime indagini la squadra mobile ha intercettato una telefonata dell’uomo ai parenti nella quale lo straniero – secondo gli inquirenti – parlando in arabo, confessava l’omicidio.
E’ stato poi facile risalire all’africano, che aveva trovato rifugio nei locali di una parrocchia alla periferia del capoluogo umbro dove è stato arrestato dalla squadra mobile di Perugia .
La donna romana, che è stata denunciata per favoreggiamento, sembra sia il soggetto che ha dato l’allarme.
- Redazione
- 9 Gennaio 2009












