La terza Commissione consiliare ha chiesto una settimana di tempo in più per esprimersi e consentire alla Giunta di valutare soluzioni diverse da quelle proposte

Il Piano di dimensionamento delle scuole umbre elaborato dalla Giunta suscita a livello regionale molti contrasti.
I consiglieri di minoranza Massimo Mantovani (Fi-Pdl) Enrico Melasecche (Udc) Enrico Sebastiani (Fi-Pdl) e Aldo Tracchegiani (La Destra), giudicano  “improvvisati, privi di criteri nel realizzare accorpamenti, illegittimi e non in grado di salvaguardare le competenze della Regione sotto l’aspetto formale e sostanziale” i provvedimenti della Giunta.
Fra le altre cose le minoranze hanno chiesto di ” intervenire con aggregazioni che sarebbero durate nel tempo, di non realizzare maxi scuole oltre i 900 alunni e di non compromettere l’attuazione dei provvedimenti in corso, relativi agli ordinamenti ed indirizzi della scuola media di secondo grado, separando ove possibile gli indirizzi tecnici, professionali e liceali”.
L’audizione in terza Commissione regionale
, risultata una delle più affollate nella storia della Regione, non ha certo contribuito a ridurre i dissensi.
 

Per tali motivi la Commissione consiliare, presieduta da Enzo Ronca, ha deciso all’unanimità di concedere alla Giunta una settimana di tempo per fare ulteriori verifiche, anche in relazione alle sollecitazioni venute dall’affollata audizione,  nella convinzione che il nuovo ritardo rispetto alla approvazione consiliare, che si sarebbe dovuta fare entro il 31 dicembre, non dovrebbe avere effetti concreti in quanto il monitoraggio che il ministero si è riservato di fare nelle varie realtà scolastiche, inizierà solo dopo il 20 febbraio.
La proposta di concedere altro tempo all’esecutivo è stata avanzata, a nome della maggioranza di centrosinistra dal capogruppo del Pd Gianluca Rossi, “per non lasciare nulla di intentato nel lavoro di verifica che l’esecutivo può ancora condurre come supplemento di approfondimento”.

Alla decisione si è arrivati dopo un ampio confronto sugli input venuti dall’audizione e sul quadro fatto dall’assessore alla pubblica istruzione , per la quale “ Il vero dimensionamento arriverà comunque a dicembre 2009, quando saranno soppressi molti plessi e si faranno tagli per 40mila unità in tutto il Paese”.
Critiche sono venute anche da Stefano Vinti (capogruppo di Prc)
che ha espresso “dissenso politico sulla gestione del provvedimento”, mentre un consiglio a “costruire intese nei territori, del tipo di quella maturata a Città di Castello nelle ultime ore”, è venuto da Ada Girolamini (Sdi-Uniti nell’Ulivo) che ha sollecitato in tal senso, “un ruolo attivo della Giunta”.
Aldo Tracchegiani (La Destra) si è detto, infine contrario ad accorpamenti affrettati del tipo di quello fra lo storico Istituto agrario di Todi e l’Itc“.

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