La Corte d’assise di Perugia ha disposto il rinvio al 6 e 7 febbraio dell’udienza del processo a carico di Amanda Knox e Raffaele Sollecito.
La Corte d’assise di Perugia terrà le ulteriori udienze secondo il seguente calendario, il 13 e 14 e il 27 e il 28 di febbraio. A marzo indicate le date del 13, 14, 20, 21, 27 e 28. Stabilite anche le date di aprile: 3, 4, 18, 23 e 24. Tutte le udienze cominceranno alle 9 per poi concludersi intorno alle 18.
La decisione di rinvio, dopo che la Corte ha ammesso le prove orali chieste dalle parti, nonché le deposizioni della giovane americana e di Rudy Guede.
La corte si è invece riservata di decidere sull’eventuale acquisizione del memoriale scritto dalla Knox il 6 novembre del 2007.
In ordine a tale memoriale, l’inutilizzabilità sostenuta dalla difesa si basa sul fatto che esso sarebbe “atto personale di difesa della giovane americana”.
Per il legale della Knox, questa nel documento spiegherebbe quanto sostenuto nell’interrogatorio che si era svolto alle 5,45 di quella mattina. Interrogatorio che lungi dall’essere “la presunta confessione di Amanda”, è stato dichiarato però inutilizzabile dalla Cassazione per violazione dei diritti della difesa.
Il memoriale rappresenterebbe quindi una sorta di conseguenza di quei verbali d’interrogatorio e dovrebbe seguire la stessa sorte.
A margine dell’udienza continua la schermaglia tra la difesa dei due imputati e quella di Rudy Guede.
“È una strategia che ci aspettavamo e si dimostrerà perdente”: così i difensori di Rudy Guede, replicano a quanto sostenuto in aula da uno dei difensori di Raffaele Sollecito, “È una strategia processualmente vigliacca – quella di scaricare tutte le colpe su Rudy. Saremo vigili e attenti ad ogni attimo del processo perchè convinti che anche da questo emergerà la verità. E questa non potrà che essere la dimostrazione dell’estraneità di Rudy all’omicidio di Meredith. Altri sono chiaramente colpevoli”.
A scatenare la reazione della difesa di Guede, l’affermazione di uno dei difensori di Raffaele Sollecito, durante l’esposizione della richiesta di prove davanti alla Corte d’assise di Perugia. “Per quella inspiegabile, tragica morte, è già stata fatta giustizia con la condanna a 30 anni di reclusione dell’unico vero responsabile.”Il legale ha sostenuto quindi che chi uccise la Kercher è un “omicida solitario”.










