Messa in evidenza l'attenzione che l'uomo politico ebbe per la questione palestinese

La figura di quello che determinò la quasi scomparsa dalla scena politica italiana del partito socialista è oggetto di un tentativo di rivalutazione anche in Umbria.
Che i tempi siano maturi per guardare con occhi nuovi al “Bettino nazionale”è difficile dirlo, ma per i socialisti umbri l’uomo è ancora un riferimento importate, se non altro perché rappresenta l’ultimo momento di grande gloria prima del grande gelo con l’elettorato.
Per questo si è svolta ieri pomeriggio, nella Sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni, la commemorazione di Bettino Craxi a nove anni dalla sua morte, organizzata dal gruppo Sdi – Uniti nell’Ulivo e coordinata dal capogruppo regionale Ada Girolamini.
“Oggi è opportuno fare una riflessione sulla figura di Bettino Craxi – ha detto Girolamini – non solo per non dimenticare, ma anche per cogliere elementi importanti per affrontare la fase politica che stiamo vivendo che è, complessivamente, di grande disorientamento.”
Maurizio Oliviero, docente dell’Università degli studi di Perugia, ha sottolineato come Craxi sia stato il primo “ad individuare la questione palestinese come origine di tutti i conflitti che avrebbero interessato la
regione. Per questo egli si interessò da subito della causa palestinese: venne giudicato un antiamericanista,
vedendo in lui una posizione di rottura dopo gli anni di Cossiga e Spadolini, due personaggi molto legati al Patto Atlantico.
Craxi diede però un segnale diverso, non anti-americano ma di autonomia fortemente europeista: era convinto che l’Europa dovesse giocare un ruolo fondamentale verso l’area del Mediterraneo, per favorire lo sviluppo sia dei paesi europei che di quelli dell’area mediterranea”.
Per il giornalista Marcello Veneziani, Craxi può essere considerato “l’ultimo grande politico della sua stagione. La politica, quella con la P maiuscola sembra scomparsa con lui. Il suo decisionismo, la sua
trasversalità, la sua capacità di sbloccare un sistema politico bloccato
nel bipolarismo imperfetto, meritano una rivalutazione del ruolo di Bettino Craxi, al di là delle pagine oscure che pure lui ha scritto.”

condividi su: