Il Consiglio comunale di Marsciano ha votato un ordine del giorno che impegna l'attuale Amministrazione a non prendere decisioni sul contestato impianto, l'argomento diventa così quello principale della prossima campagna elettorale

Consiglio Comunale partecipato, teso e combattuto in quel di Marsciano; un lunedì pomeriggio diverso dagli altri consigli, con sospensioni e fibrillazione in aula.
Alle 16 il via alle danze, con i primi 15 punti che volano via in 60 minuti; attimo di sbandamento sul sedicesimo, si deve discutere dell’assegnazione delle case dell’ATER, e per un problema procedurale si sospende prima il consiglio comunale per 5 minuti, per poi rinviare questo punto al prossimo Consiglio.
Già in questo frangente c’è qualche consigliere che ridacchia, pronosticando un’uscita in massa nel momento della votazione sul biodigestore: ”Se rimangono in 9 consiglieri, possono fare una chiacchierata fra loro, nient’altro!”.

Si arriva al tema caldo della giornata, l’ordine del giorno presentato da Rifondazione Comunista; Santi chiede al Consiglio di votare affinchè questa Giunta non prenda decisioni sul biodigestore.
Il tema è più al centro che mai della scena politica: è uno dei punti di più forte spaccatura dei due candidati, Todini e Massoli, che corrono nelle primarie del PD (vedi intervista doppia).
In molti incontri Massoli ha manifestato l’intenzione di chiudere la struttura nel periodo di 5 anni, mentre Todini vuole il riammodernamento della struttura, e proprio nella nostra videointervista si dispiaceva di non essere riuscito a farlo nell’attuale amministrazione.

Tornando al Consiglio Comunale, la presidentessa Baciarelli chiama l’ordine del giorno, illustrato dal consigliere Santi; il capogruppo del PD Bazzanti chiede una sospensione del Consiglio per un vertice di maggioranza, dopo la pausa che era stata appena fatta.
Si chiude la porta della sala Giunta ed in 45 minuti esce solo il consigliere Bianchi (PD), che prende l’ombrello e se ne va: poco dopo esce la maggioranza e si parte con la discussione del punto.
I votanti sono 19 con il primo cittadino, assenti Volpi ed il sopracitato Bianchi, entrambi PD.
Il primo intervento è di Savelli, che definisce il suo intervento uno “sfogo per il bene del nostro comune”, un intervento di alto livello, dove il consigliere ripete decine di volte la parola etica, predicando una onestà intellettuale necessaria a risolvere il grave problema del biodigestore di Olmeto; in modo appassionato il consigliere dice che “non è possibile che ogni Consiglio in cui si discute di questa tematica ci siano i Carabinieri presenti in aula: se succede questo siamo arrivati al limite, e la colpa è la nostra che siamo seduti in questa aula ed abbiamo portato la popolazione ad essere così inferocita”,  tuona il consigliere ex Margherita.
Conclude il suo intervento affermando che “il programma del PD su questo punto non dice niente, lascia aperte tutte le possibilità: c’è bisogno di un vero cambiamento, che sia etico e non amministrativo, un cambiamento radicale nel modo in cui si affrontano queste tematiche di forte impatto”.

Dopo questo intervento arriva quello di Faloia: ”Prima che amministratori siamo uomini” – tuona il consigliere PD – “e dobbiamo prendere decisioni da democratici; la coscienza è fondamentale in queste situazioni ed io voto questo ordine del giorno con la speranza che sia propedeutico ad una chiusura dell’impianto”.
Conclude Faloia: “Ho un nipote di 3 anni e non voglio rovinare la sua vita, come quella di tanti altri giovani della zona, con una struttura invasiva da 900 metri cubi al giorno: bisogna tornare agli allevamenti con rapporti di capi-terreni, e chiudere il biodigestore per ridare vita a quei territori così maltrattati in questi anni”.
Nel valzer di interventi arriva Menconi, di Proposta Marsciano, coordinatore della commissione di inchiesta sul biodigestore: dopo aver illustrato i compiti di tale commissione, Menconi l’ha definita una farsa e si è dimesso, visto che non ha trovato nessuna collaborazione da parte dell’Amministrazione e visto che, mentre si aspettano i risultati di questa inchiesta, il Comune sta spendendo soldi per realizzare i vari progetti di ammodernamento.

Prende la parola anche Regni, UDC, che definisce questo ordine del giorno frutto della partita delle primarie e, dopo aver riconosciuto il merito della mossa politica a Rifondazione Comunista, annuncia la sua astensione.
Liotti di AN
definisce la storia del biodigestore “una vergogna: avete forti colpe politiche e ci sono gravi responsabilità anche di chi lo gestisce; chi promette la chiusura durante le primarie sta mentendo, ci vuole tempo”. Conclude il consigliere di opposizione : “La commissione deve andare avanti con il suo lavoro, non si possono piegare le istituzioni alle beghe interne al PD”.

La parola, prima del voto ritorna a Santi, di Rifondazione Comunista, che evidenzia come sia ridicolo votare o non votare solo in base alla primogenitura dell’iniziativa: “Bisogna votare su cose concrete, sui problemi, se facciamo i giochi del cappellino siamo politicamente limitati”.
Baciarelli chiama il voto e con 16 voti a favore e 3 astenuti (il centrodestra) passa l’ordine del giorno che impegna la Giunta a rinviare le decisioni sul biodigestore alla prossima maggioranza.
Da notare l’assenza di Todini e, soprattutto, il fatto che il capogruppo del PD, Bazzanti, non abbia fatto nessun intervento in questo contesto caldissimo; come se fosse tutto fuori controllo.

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