L'Amministrazione comunale chiede la revoca delle decisioni che stanno impoverendo il livello dei servizi sanitari in ambito locale, altrimenti il 7 febbraio scatterà la mobilitazione cittadina "senza tregua e senza quartiere"

Linea dura dell’Amministrazione comunale di Todi contro i vertici della Asl 2, rei di aver messo in atto nuove iniziative che comporterebbero un ulteriore depotenziamento dei servizi sanitari ed ospedalieri della città di Todi e del comprensorio, rischio denunciato più volte nelle scorse settimane su queste pagine.
“Stiamo assistendo – si legge in un comunicato del sindaco Ruggiano – alla ennesima operazione di distruzione delle risorse della Media Valle del Tevere, a favore di un centralismo perugino che assorbe sempre più risorse e drena sempre maggiori investimenti”.
L’Amministrazione tuderte ricorda come già qualche mese fa fosse stata espressa in Consiglio comunale tale preoccupazione al direttore della Asl 2 Legato, manifestando perplessità in ordine al futuro del nuovo ospedale comprensoriale e dei servizi che vi avremmo trovato.
“La risposta che avevamo avuto – è scritto in un comunicato – era stata quella “solita”: non vi preoccupate il nuovo ospedale nascerà presto ed avrà tutti i servizi dei due nosocomi che adesso esistono. Mai parole sono suonate più stonate, allora e di più oggi. Ed infatti – sottolineano dall’Amministrazione – la realtà dell’ospedale (semmai vedrà la luce) sarà ben altra”.

Nella nota diffusa nella giornata di oggi, la Giunta Ruggiano ricorda come “già qualche giorno fa c’era stato il preludio della programmazione della III Commissione regionale che ha completamente dimenticato la Media Valle del Tevere (e tutte le realtà periferiche) per la presentazione del nuovo Piano Sanitario Regionale. Poi – prosegue la nota – la improvvisa decisione della Direzione Sanitaria che ha deciso di “pensionare” anticipatamente le migliori professionalità del nostro territorio, “licenziando” senza troppi scrupoli medici e primari che potrebbero dare ancora molto alla nostra popolazione.
Adesso, infine, la clamorosa e vergognosa decisione di chiudere le Unita Organizzative Complesse del “Pronto – soccorso – Chirurgia” e della “Anestesiologia”, con la cancellazione dei Primari della Media Valle del Tevere (e di Assisi e del Lago Trasimeno)”.
L’Amministrazione comunale di Todi fa sapere che “a questo scandalo, a questo disonore la città dice: “NO”. Non permetteremo ai politicanti di Perugia di fare del nostro Ospedale comprensoriale una scatola vuota, senza servizi e senza prospettive. Non permetteremo alla Regione dell’Umbria di ridurre il nostro ospedale alle dimensioni di un piccolo ambulatorio”.

Dal palazzo municipale si fa sapere che da adesso comincerà una battaglia, senza tregua e senza quartiere, per la difesa dell’ospedale. “Siamo pronti a qualsiasi iniziativa, nessuna esclusa, fino a quando la Direzione della ASL n. 2, non ripensi al proprio operato e non torni integralmente sui propri passi”.
Dopo la dichiarazione di guerra, l’ultimatum: “Se entro dieci giorni, non avremo risposte concrete, sabato 7 febbraio, alle ore 12 – è l’annuncio dell’Amministrazione – la città di Todi sarà chiamata alla mobilitazione permanente, a cominciare dalla occupazione dell’ospedale”.
“Todi – conclude il comunicato – non si farà più mettere i piedi sopra la testa, come è successo troppe volte, da chi pensa ai propri giochetti ed ai propri piccoli tornaconto, sulle spalle dei cittadini, della propria salute e dei propri diritti. La Regione capirà, volente o nolente, che i tempi del popolo bue sono finiti e che la Media Valle del Tevere vuole un ospedale completo, efficiente e senza perdere nessuna professionalità”.

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