“Si parla tanto di democrazia, di salvaguardia dei diritti primari quali la cultura e l’istruzione, si parla finalmente di meritocrazia. Ma i conti non tornano”. A parlare, in rappresentanza di tutte le componenti scolastiche, è il dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Einaudi” di Todi, “di cui – prosegue il comunicato diffuso oggi – tutti ultimamente sembrano essersi dimenticati: un istituto a due indirizzi di ben 408 alunni che rappresenta per il territorio un servizio che raccoglie un bacino di utenza da ben 16 comuni limitrofi tra Terni e Perugia”.
Lo “sfogo”, anche se non esplicitato, è legato alla poca considerazione di cui l’Itcg ha goduto all’interno del dibattito sul piano di dimensionamento scolastico approvato definitivamente pochi giorni fa.
“Una scuola – scrive il preside Carlo Sbugia, facendosi interprete del sentimento di orgoglio dell’Itcg – che ha favorito un reale e immediato inserimento nel mondo del lavoro di Geometri e Ragionieri e che quest’anno è stata l’unica a ricevere il contributo governativo di 3.000 euro per 3 alunni che hanno conseguito il diploma con la votazione di 100/100 e lode. Una realtà – prosegue la nota – cresciuta nel tempo nella qualità dei servizi, laboratori, strutture, grazie alle indubbie qualità professionali del personale tutto. Per questo si è pienamente convinti che, malgrado l’accorpamento al “Ciuffelli”, l’Istituto “Einaudi” saprà garantire servizi di qualità e offerta formativa agli allievi come da sempre ha dato garanzia”.
Al di là del piano di dimensionamento, c’è anche un’altra questione sulla quale al Commerciale e per Geometri vogliono mettere i puntini sulle “i”.
“Ad accorpamento ormai avvenuto – si legge nel comunicato – anche se la nostra scuola aveva richiesto agli organi competenti la deroga annuale in attesa di criteri nazionali di riferimento, giunge voce di un possibile spostamento del mercato settimanale in via Menecali, via di residenza della scuola, con stazionamento di bancarelle addossate alle aule del pian terreno e alla entrata dell’istituto. Con forza e determinazione, e in rappresentanza di circa 500 famiglie con le quali ci si è già rapportati, facciamo presente che tale scelta comporterebbe seri disagi logistici, di sicurezza e, aspetto sicuramente da non sottovalutare, ostacoli al normale e sereno svolgimento delle lezioni. Ci aspettiamo pertanto – conclude il documento – che le istituzioni locali tengano in considerazione quanto sopra esposto nella salvaguardia al diritto allo studio e alla formazione degli allievi”.
- Redazione
- 1 Febbraio 2009










