Organico amministrativo travolto dalla mole spropositata di lavoro nella Corte d'appello del capoluogo umbro

I procedimenti di equa riparazione per l’eccessiva durata dei processi trattati dalla Corte d’appello di Perugia, competente sui procedimenti del distretto di Roma, hanno registrato un’impennata nell’ultimo anno.
Il collegio del capoluogo umbro è al primo posto in Italia per l’importo delle liquidazioni in tale ambito, oltre un milione e 370 mila euro nel 2007.
A sottolinearlo è stato , Nel corso della sua relazione per la cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario, il presidente della Corte d’appello di Perugia Antonio Bonajuto.
Il magistrato ha ricordato che le procedure di equa riparazione pendenti al 1 luglio 2007 era 861, scese a 763 al 30 giugno 2008 essendone state definite 1.008. “Un risultato ottenuto – ha detto il presidente della Corte d’appello – ad onta della impennata delle sopravvenienze che, a tutt’oggi, hanno già superato il dato dell’anno 2007”

Per il Presidente della Corte questa avrebbe un organico al completo ma sproporzionato rispetto alla popolazione della quale deve occuparsi.
Nella Corte d’appello di Perugia sarebbe “drammatica” la situazione del personale amministrativo,
che sconta una politica decennale che crede che basti ridurre le forze di lavoro senza incidere se non complicandole ulteriormente tutte le procedure burocratiche.
Stazionaria – per Bonajuto – è invece la situazione a Terni mentre è migliorata a Orvieto e Spoleto, dove però rimane critica.
In particolare è stato segnalato che la Corte d’appello di Perugia ha sostenuto uno “sforzo immane” da un punto di vista logistico per il processo a Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher.

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