In Umbria sono circa 15 mila gli operatori potenzialmente interessati alla consulazione è promossa dalla sola CGIL

Saranno oltre 15 mila i lavoratori umbri del comparto scuola che potranno esprimere il proprio voto dal 4 al 12 febbraio prossimo per il referendum indetto dalla Flc-Cgil in tutti gli istituti scolastici italiani (in Umbria sono 178) sul nuovo contratto nazionale, siglato dal Governo con Cisl, Uil, Snals e Gilda, ma senza la Cgil.
Le ragioni del referendum sono state spiegate in una conferenza stampa da Amedeo Zupi e Giuliana Renelli, della Flc-Cgil dell’Umbria. “È la prima volta nella storia della nostra categoria che la Cgil non firma un rinnovo contrattuale – ha osservato Zupi – ma come si fa a firmare un contratto che porta danni anzichè benefici? Come si fa ad accettare queste cifre dopo aver detto unitariamente per mesi che le risorse previste dal Governo erano insufficienti?”.
Giuliana Renelli ha sottolineato che, “oltre al misero incremento economico (77 euro lordi per il personale docente e 54 per quello Ata), pari a malapena alla social card, non c’è alcuna risposta agli impegni che erano stati assunti in categoria già nel precedente biennio”.
Se i lavoratori diranno sì all’accordo la CGIL ha dichiarato di essere pronta con la penna in mano a firmare, ma se diranno no chiederà alle altre organizzazioni di ritornare a discutere i termini dell’accordo.

 

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