L'associazione chiede il potenziamento dei mezzi ferroviari della regione sui quali viaggiano ogni giorno oltre 25 mila persone ma al quale è destinato solo lo 0,08% del bilancio

Legambiente Umbria aderisce alla protesta dei pendolari del 5 febbraio e alla piattaforma di richieste dei comitati dei pendolari umbri. Nuovi treni per i pendolari, 1000 nuovi mezzi per il trasporto ferroviario dei pendolari, è una delle proposte chiave di Legambiente, in Umbria come nel resto d’Italia, per una riconversione ecologica della mobilità delle persone e delle merci.
Per Legambiente “dare risposta ai problemi dei pendolari, lanciando allo stesso tempo un grande progetto industriale per il settore ferroviario, è una delle risposte efficaci e capaci di futuro per contrastare la presente crisi economica ed ecologica”.
L’associazione spiega come “salvare l’industria nazionale dell’auto, e soprattutto le migliaia di posti di lavoro, vincolando gli aiuti di stato ad una riconversione ecologica dell’automobile è, probabilmente, una scelta obbligata necessario ma è sicuramente più importante per l’oggi e per il domani è rilanciare la mobilità basata sull’uso dei mezzi pubblici ed all’interno di questa è strategica quella ferroviaria delle persone e delle merci in Italia come in Umbria”.

Tra questi cambiamenti necessari, Legambiente indica come prioritario è il miglioramento del servizio ferroviario (e l’abbattimento del prezzo del biglietto e degli abbonamenti) per chi il treno lo usa tutti i giorni per andare a lavorare o studiare.
In Italia sono più di 14.000.000 di persone, in Umbria viaggiano ogni giorno 25.200 persone e 5.500 sono gli abbonati (Trenitalia e FCU).
“Nonostante la crisi economica, l’inquinamento, l’esaurimento, inevitabile, del petrolio e delle altre fonti energetiche fossili (non rinnovabili e inquinanti) – scrive Legambiente Umbria – non riusciamo a “cambiare testa” e resta scandalosamente grande il divario tra le risorse economiche destinate ad automobile e asfalto in Italia ed anche in Umbria dove la spesa per il servizio ferroviario e materiale rotabile ossia per avere più treni in circolazione è soltanto lo 0,08% del bilancio per i 485 km di rete ferroviaria regionale”.
E’ ora anche in Umbria – conclude il comunicato – di cambiare testa ed i primi a doverlo fare dovrebbero essere quei politici che si apprestano a candidarsi al governo della nostra regione e delle nostre città”.

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