L'uomo era il collettore della refurtiva proveniente da tutta Italia di una banda di 19 romeni sgominata dai Carabinieri di Verbania

C’erano ben 40 computer portatili di ultima generazione, 314 telefoni cellulari, 57 fotocamere digitali e 52 telecamere, nell’auto di un romeno in procinto di partire per la Romania, bloccato a Perugia nel quadro dell’operazione “Funamboli”, condotta dai Carabinieri di Verbania. L’uomo probabilmente era il terminale di una grossa organizzazione che operava in tutta Italia.
L’azione delle forze dell’ordine si è conclusa nella notte del 4 febbraio e ha permesso di arrestare 19 cittadini romeni, colpiti da ordinanze di custodia cautelare in carcere e accusati di aver commesso numerosi furti in tutto il territorio nazionale.

L’indagine, ha preso spunto da furti, commessi di notte, nel corso dei quali veniva usata sempre la stessa tecnica, consistente nel calarsi dal tetto tramite funi, per impossessarsi di computer portatili e telefonini, svaligiando negozi di telefonia e informatica e centri commerciali.
Gli accertamenti dei militari del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo hanno permesso di appurare che la presunta banda avrebbe portato a termine 33 furti in tutta Italia e di recuperare un ingente quantitativo di refurtiva.

Le indagini proseguono per accertare se gli arrestati si siano resi autori di altri furti con la stessa tecnica. Le investigazioni avevano preso il via dopo tre furti (di cui uno in gioielleria a Gravellona Toce ed uno in un supermercato a Domodossola).
Altre ordinanze per alcuni degli arrestati sono state emesse da altre Procure in quanto l’organizzazione criminosa aveva operato in parecchie città della Penisola tra cui Roma (dove agiva un centro di smistamento della refurtiva), Alessandria, Cuneo, Monza, Ferrara, Ravenna, Venezia, Pescara, Bergamo, Savona, Reggio Calabria, Viterbo, Modena, Perugia.

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