Stefano Mocio, presidente pro-tempore dell'ente, smentisce le affermazioni di paralisi istituzionale formulate dal sindaco-assessore tuderte

Si è subito risentito il Sindaco di Orvieto, dopo l’attacco sferrato dal “pari grado” di Todi e dall’intero Pdl dell’Umbria: “Non è vero” che la Comunità montana monte Peglia e Amerino sia in una situazione di paralisi”.
Non corrisponde al vero – spiega – che l’ente sia in una situazione di completo stallo con il conseguente blocco delle attività, nè tanto meno che non siano stati corrisposti gli stipendi. Al contrario, nella prima fase, si è lavorato alacremente e per quanto possibile per creare una sinergia orizzontale tra i due enti: Comunità Montana Monte Peglia e Amerino, e per assolvere senza scossoni a tutti i processi amministrativi inerenti la materia della nuova Comunità Montana”.

“I cantieri sono pienamente operativi – prosegue Mocio – e per i Comuni di Acquasparta, Narni, Otricoli, Calvi dell’Umbria, Sangemini, al fine di non creare disagio agli utenti e in accordo con le municipalità interessate, ci si è avvalsi degli enti che vi operavano prima della riforma. Il ricorso alle ferie obbligatorie è stato attivato nel 2009 solo per 2 giorni-ponte: il 2 ed il 5 gennaio, al solo scopo di poter attivare le nuove posizioni assicurative Inail.  Infine, lo schema tecnico del bilancio di previsione è all’elaborazione dei competenti uffici che, nelle more delle indicazioni della Regione circa i trasferimenti, lo rimetteranno all’esame della Giunta”.

Il Consiglio della Comunità Montana è convocato per il 10 febbraio con all’ordine del giorno l’elezione della nuova Giunta – conclude il presidente dell’ente – e al riguardo auspico che, per quella data, i gruppi consiliari siano in grado di definire una soluzione politica di alto profilo che, allo stesso tempo sia garante di una realtà territoriale complessa e fortemente articolata”.
C’è dunque da aspettare poco, anche se il fatto che ancora Mocio parli di auspici rende giustamente sospettosi, per vedere come finirà il “gioco dei quattro cantoni“, mentre ancora nessuno dei candidati ha minimamente formulato un’ipotesi programmatica a sostegno della propria figura.

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