Cultura, gioventù e sviluppo sembrano elementi che fanno propendere gli italiani a rifiutare il nucleare.
L’istallazione di centrali nucleari sul territorio italiano vede soprattutto contrari i residenti nell’area del Nord-Ovest (49,5%), nel Meridione (47,9%), nelle regioni centrali (47,2%) e nel Nord-Est (45,7%). Si distacca in maniera netta la percentuale di contrari rilevata nelle Isole (33,1%).
Pertanto, tra coloro i quali si dichiarano favorevoli al nucleare, si distingue in maniera decisa il dato riferito alle Isole dove si registra la piu’ alta percentuale, il 50%, fra quelle riferite alle altre aree geografiche. Segue il Nord-Est con il 42,5%, le regioni centrali con il 40,2%, il Sud con il 33,5% e infine il Nord-Ovest con il 31,7%.
Si schierano contro il ricorso al nucleare come fonte di energia soprattutto i giovani dai 25 ai 34 anni (50,3%), cosi’ come coloro che hanno un’età compresa tra i 35 e i 44 anni (49,8%). Il 45,2% dei giovani dai 18 ai 24 anni e il 44,6% dei 45-64enni fanno comunque registrare percentuali elevate tra i contrari. Quest’ultima fascia d’eta’, d’altro canto, e’ quella che e’ maggiormente rappresentata tra coloro che invece si dichiarano a favore del nucleare (41,7%).
Tra i contrari sono piu’ elevate le quote di quanti hanno conseguito un diploma di maturita’ (47,1%) o una laurea (49,7%), rispetto a chi e’ in possesso di un titolo di studio di livello piu’ basso.
La condizione occupazionale vede una prevalenza di intervistati a favore del nucleare tra chi ha lo status di casalinga/o (51,6%), seguiti da quanti sono in cerca di prima occupazione (48,4%). Il fronte dei contrari, invece, mostra una percentuale piu’ elevata tra gli studenti (50,7%), gli occupati (50%) e quanti si trovano in cerca di nuova occupazione (41,8%).
- Redazione
- 13 Febbraio 2009








