Le “guerre” nella sanità umbra, lunghe e sotterranee, vengono raramente alla luce, mediate da una “famiglia” attenta a tenere tutto sotto controllo.
Ma stavolta qualcuno ha inteso dare clamore ad un altro degli innumerevoli scontri tra la sanità universitaria e quella per così’ dire “laica”.
Ed ha scelto il capogruppo di An. Franco Zaffini per gettare il sasso nello stagno.
Secondo il consigliere regionale sarebbe inspiegabile la decisione contenuta nel nuovo piano sanitario, con cui la Giunta intende realizzare ‘ex novo’ un laboratorio unico regionale di biologia molecolare presso la Usl numero 2 e, quasi sicuramente, sempre a Perugia.
Per Zaffini esisterebbe un laboratorio che da oltre 20 anni opera con risultati incoraggianti nel campo della biologia molecolare, presso l’azienda ospedaliera di Perugia che ospita all’interno
della sezione di ematologia una struttura d’avanguardia, dotata di certificazione europea allestita e aggiornata con risorse pubbliche.
Una decisione, quella del P.S.R. che, secondo il consigliere regionale dell’opposizione, comporterebbe “un aggravio di tempi e costi, nonché una preoccupante dispersione di conoscenze e competenze”.
“La Asl 2 – spiega Zaffini – si è sempre servita del laboratorio esistente per effettuare esami afferenti all’ambito della biologia molecolare, come quello per l’Hiv, Papilloma virus, Hla morbo celiaco e tutti gli altri che necessitano di uno studio degli organismi viventi a livello di genoma.
Sarebbe opportuno, quindi, realizzare il Centro unico regionale di biologia molecolare presso la struttura dell’azienda ospedaliera, che possiede al suo interno anche un laboratorio di citogenetica e di citogenetica molecolare.
La scelta operata dalla Giunta, nel piano sanitario – sostiene ancora l’esponente di An – equivale a gettare via anni di esperienza, durante i quali la biologia molecolare in Umbria ha rappresentato un punto di riferimento scientifico e sanitario. Una decisione – conclude Zaffini – che rende la sanità umbra come la tela di Penelope: si disfa di notte quello che si fa di giorno.
E paradossalmente, pur in presenza di tanti problemi anche gravi, ci si disfà di una struttura sin qui efficiente “.
- Redazione
- 13 Febbraio 2009










