Due arresti di spacciatori recidivi fanno sorgere domande sulla effettiva capacità del sistema di difendere la collettività

Se le violenze sulle donne e gli arresti domiciliari o la libertà per i responsabili hanno convinto il Governo che  c’era qualche legge da cambiare, anche su fronte della lotta alla droga c’è qualche cosa che non va, se veramente gli spacciatori sono un pericolo per la comunità e non una scusa per giocare a “guardia e ladri”.
La cronaca in Umbria registra,infatti, ancora casi di spacciatori recidivi anche a pochi giorni dal primo arresto.
A Città di Castello, è finito in carcere un 25/enne, già arrestato nei mesi scorsi per spaccio. Con lui è stato denunciato con la stessa accusa un 22/enne.
Gli agenti del commissariato di Città di Castello nel corso di una perquisizione domiciliare li hanno trovati in possesso di numerosi dosi di hascisc e cocaina e di due bilancine elettroniche solitamente usate dagli spacciatori.
Il 25/enne, di origine laziale, era da tempo sorvegliato dalla polizia che già lo aveva arrestato nell’ ottobre scorso davanti ad una discoteca perugina con dosi di sostanze stupefacenti.
Un pregiudicato ternano di 43 anni, in dieci giorni è stato arrestato due volte dalla polizia mentre spacciava nella zona di Piazza della Pace.
Questa volta è stato bloccato mentre nascondeva nei suoi indumenti intimi un pacchetto con 13 grammi di cocaina. Aveva anche 950 euro in banconote da 50. L’ uomo era stato arrestato dagli agenti della squadra mobile il 10 febbraio scorso perchè trovato in possesso di circa 15 grammi di cocaina. In quella occasione il Gip del tribunale di Terni, dopo aver convalidato l’ arresto, lo aveva rimesso in libertà con l’ obbligo di firma presso la questura.

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