Un turista proveniente da Assisi sfoga tutta la sua delusione per aver trovato il pavimento della chiesa disseminato di bacinelle per raccogliere l'acqua piovana che cade dal tetto
sanfortunato

E’ un grido sofferto ma non urlato quello che un turista, che ha visitato domenica la città di Todi, insieme a familiari ed amici in occasione del carnevale medievale in piazza, ha voluto affidare a TamTam.
“Sono stato a visitare il tempio di San Fortunato – ci ha detto al telefono – e sono rimasto tanto affascinato dalla sua straordinaria bellezza quanto amareggiato nel vedere lo stato di abbandono in cui versa: mi riferisco in particolare alle bacinelle poste sul pavimento per raccogliere l’acqua piovana che cade dal tetto sul pavimento, per non parlare di quella che si infiltra sulle mura laterali, rischiando di danneggiare per sempre anche i resti di alcuni affreschi presenti“.
Lunedì pomeriggio la delusione non era ancora passata, tanto da spingere il visitatore, trasferitosi da un amico a Massa Martana, a cercare qualcuno con cui sfogarsi: “Io vengo da Assisi e mi sembra impossibile che nessuno intervenga per effettuare prontamente gli interventi di manutenzione necessaria”.
Proviamo a “giustificarci” timidamente dicendo che la situazione è stata denunciata da tempo, che esistono progetti e richieste di finanziamento ma che per ora mancano i fondi: “Ma come si fa – ci zittisce con garbo e fermezza al tempo stesso – a trascurare una ricchezza come quella! Dovete fare qualcosa, non potete rassegnarvi come se nulla fosse!”.
Come dargli torto? Come non chiedergli scusa per la favola della città ad alta vocazione turistica? Come spiegargli che in questa città si preferisce continuare a dividersi, anche su queste cose, tra responsabilità di destra e di sinistra?

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