La sua avventura è perciò durata poco più d'un mese prima che venisse scoperta e denunciata

A Giove, il piccolo comune in provincia di Terni, una giovane intraprendente ma forse sprovveduta raccoglieva scommesse su risultati sportivi,che poi trasmetteva per via telematica ad un’altra società austriaca.
Per questa attività di intermediazione durata poco più di un mese (la società è stata costituita il 10 gennaio scorso), in media incassava dai giocatori circa mille euro alla settimana. I giocatori scommettevano soprattutto sui risultati di partite di calcio ma anche su altri avvenimenti sportivi. I soldi raccolti e le relative scommesse finivano alla società “Gold bet” di Innsbruck in Austria.

Però non aveva alcuna autorizzazione per raccogliere denaro, cosa nota anche a chi va per “questua”. La società creata dalla giovane “Scommettiamo che” non aveva partecipato infatti alle gare d’ appalto indette dai Monopoli di Stato e non aveva la prevista autorizzazione di polizia. La giovane titolare si è giustificata dicendo di non essere a conoscenza degli adempimenti previsti

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