Si tratta dei dipenenti dell' E.On Italia, già Endesa e ancor prima Enel

La Flaei Cisl dell’Umbria esprime forte preoccupazione sul futuro assetto di E.On Italia in particolar modo per i siti presenti nella regione Umbria.
“E.ON Italia
–ha spiegato il segretario generale regionale Flaei Cisl Umbria Pierpaola Pietrantozzi- è la società nata dalla cessione da parte di ENEL al colosso energetico tedesco dell’ 80 per cento di ENDESA Italia, dopo una complessa vicenda societaria che in parte ha coinvolto anche una delle più grandi municipalizzate italiane, A2A.
La vicenda –ha continuato- tocca in maniera pesante la nostra regione, sede sia del Nucleo Idroelettrico di Terni, che di un segmento importante della sede centrale di ex ENDESA Italia
.
Infatti dopo due anni di incertezze legate alla lenta definizione dell’Opa, rispetto alla quale la nostra regione ha risposto con una forte mobilitazione territoriale nel maggio 2007, oggi si vive un clima pesante che risente essenzialmente di una situazione societaria, organizzativa ed industriale ancora indefinita”.

La Flaei Cisl denuncia “atteggiamenti ed atti unilaterali dell’azienda che disorientano i lavoratori e minano il rapporto di fiducia che in momenti come questi dovrebbe essere invece essenziale”.
Per il sindacato degli elettrici della Cisl è urgente definire le allocazione degli Staff, e, quindi in maniera particolare quello di Terni, per evitare potenziali dequalificazioni, o peggio ancora, spiacevoli situazioni tipo “prendere o lasciare” che comporterebbero mobilità di personale sul territorio apparentemente volontarie.
“Occorre –ha sottolineato il numero uno della Flaei Cisl in Umbria- pensare a soluzioni che valorizzino le risorse sul territorio, non escludendo la possibilità della creazione di poli specialistici e di eccellenza per i filoni di attività, che nella sede regionale hanno trovato in questi anni un notevole sviluppo e crescita.
È urgente dare stabilità organizzativa e serenità ai lavoratori di Terni che da troppo tempo vivono una condizioni di precarietà ed insicurezza, non escludendo la valorizzazione di professionalità già da molto maturate. È urgente –ha poi continuato- sul versante industriale ed occupazionale, difendere gli investimenti ed i piani di sviluppo già previsti, per un reale consolidamento di E.ON sul territorio della regione Umbria.”

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