Il Pdl attacca la maggioranza sui criteri di elezione dei consiglieri, ma riceve attacchi da "La Destra"

Aldo Tracchegiani, capogruppo de La Destra in Regione, si dice contrario all’innalzamento della soglia di sbarramento per le elezioni regionali del 2010 ed alla diminuzione del numero dei consiglieri rispetto alla previsione statutaria di 36 e se la prende col Pdl umbro “Anche in Umbria il Pdl ha deciso di eliminare ogni altra formazione di destra”.
Per Tracchegiani, il suo partito, “votato da più di 20 mila umbri non può non essere considerato rappresentativo e in diritto di occupare i banchi del consiglio”. Quindi per il capogruppo della Destra non va diminuito il numero dei consiglieri ma la loro indennità, cosa in passato sostenuta anche dal capogruppo del PRC Vinti.
Sul disegno di legge del centro sinistra varato ieri a maggioranza dalla commissione statuto del consiglio regionale sul numero dei consiglieri (30) di Palazzo Cesaroni, i gruppi di An e Forza Italia vanno giù duro, “non esiste in nessun’altra Regione italiana la previsione di un premio di maggioranza al 65 per cento, che garantirebbe ben 21 eletti, mettendo così il Pd, ammesso che vinca le elezioni, al riparo persino dalle turbolenze dei partiti minori alleati di coalizione”” ed il centro sinistra, con una finta riforma sul numero dei consiglieri ma con l’escamotage del premio di maggioranza, cerca di far rientrare dalla finestra quello che esce dalla porta”.
Per Mantovani, “questo disegno di legge arriva in un momento in cui la maggioranza regionale, come dimostra la vicenda Tippolotti, non è più tale e cerca quindi di tenersi insieme rassicurando i piccoli partiti sulla loro futura presenza in consiglio, con un collante di tregua fino alla conclusione della legislatura.
Secondo Lignani, poi, con la norma del ddl che prevede l’elezione automatica per il capolista “l’attuale maggioranza vuole solo rassicurare il capogruppo di Rifondazione, Vinti, e quello del Pdci, Carpinelli, sulla loro rielezione”.
“Si tratta di un provvedimento fondamentale per salvaguardare ed accrescere la credibilità delle istituzioni –
spiega invece il capogruppo del Pd, Rossi – avvicinandole ai cittadini, ma dando anche un ruolo più centrale, in una dimensione sempre più regionale del proprio mandato, agli stessi consiglieri”.

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