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Preoccupazioni per il futuro nella relazione in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario

Nei giorni scorsi si è aperto ufficialmente, con la relazione del presidente Pier Giorgio Lignani, l’anno giudiziario 2009 presso il Tribunale amministrativo dell’Umbria.
Il presidente Lignani, nella sua relazione, ha spiegato che, nel 2008 sono stati 561 i ricorsi presentati al Tar dell’Umbria, 64 in più rispetto al 2007, con un incremento del 13 per cento (490 nel 2006, 563 nel 2005, 809 nel 2004). A fine anno, il numero complessivo dei ricorsi pendenti è risultato di 2541. Quelli definiti nell’anno 2008 sono stati 880 a fronte di 561 pervenuti, con una diminuzione dell’11 per cento rispetto al 31 dicembre 2007 della pendenza complessiva.
Il settore che alimenta maggiormente i contenziosi è di gran lunga quello dell’urbanistica e dell’edilizia: 229 ricorsi, pari ad oltre il 40 per cento del totale.
Secondo quanto illustrato dal presidente nella sua relazione, per quanto riguarda il contenzioso nel settore dell’urbanistica e dell’edilizia, la stragrande maggioranza riguarda casi di abusivismo edilizio
Al contenzioso in materia di urbanistica ed edilizia si connette quello in materia di vincoli ambientali e paesistici. Ancora nel settore del governo e dell’uso del territorio una fonte di contenzioso è data dalla disciplina delle cave e da quella dello sfruttamento delle acque minerali. Registrato un certo contenzioso anche in materia di inquinamento derivante dalle emissioni delle attività produttive industriali e da quelle zootecniche.

Per quanto riguarda i provvedimenti di pubblica sicurezza, le principali fonti di contenzioso sono la disciplina delle armi (ricorsi contro provvedimenti di ritiro delle licenze e di divieto di detenzione) e quella del soggiorno degli stranieri. “
Attualmente la maggior parte dei ricorsi riguarda permessi di soggiorno non rinnovati a causa di precedenti penali dell’interessato ma anche a causa della mancanza di un posto di lavoro prolungata oltre il termine concesso dalla legge per la ricerca di una nuova occupazione”.
“Dispiace constatare – ha proseguito il Presidente – che talvolta lo straniero in posizione irregolare un posto di lavoro e un reddito li ha, però ‘in nerò. Finisce, quindi, con l’essere vittima due volte. Ma si verifica anche la situazione inversa: quella dello straniero che, formalmente, appare in regola dal punto di vista lavorativo, però con un contratto fittizio e contributi pagati a proprie spese, il tutto, ovviamente, per dissimulare un’attività diversa, non necessariamente illecita ma sicuramente irregolare”.
In materia scolastica registrato qualche ricorso di studenti respinti, e di aspiranti docenti insoddisfatti delle graduatorie, ma anche ricorsi contro la riorganizzazione degli istituti scolastici e la formazione delle classi.

Fonte di contenzioso molto rilevante, sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo, quella delle gare per l’appalto di lavori, servizi e forniture (nel 2008 circa il 10 per cento delle sopravvenienze)
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“Negli ultimi mesi – ha quindi affermato Il Presidente del Tar dell’Umbria – sono circolate in sede politica varie proposte intese a cambiare gli assetti di questi organi aumentando il numero dei componenti detti ‘laicì a scapito di quello dei membri rappresentativi dei magistrati. Non possiamo fare a meno di segnalare la nostra preoccupazione per queste proposte che, se attuate, inciderebbero in senso negativo sull’indipendenza dei giudici”.

Nel suo intervento Lignani ha anche espresso “una certa preoccupazione per l’ipotesi che prevalga la linea che ammette la domanda risarcitoria anche a prescindere dall’impugnazione dell’atto amministrativo. Siamo preoccupati – ha detto – perchè l’apertura indiscriminata a simili domande risarcitorie avrebbe sicuramente pesanti ricadute negative sulla funzionalità della giustizia amministrativa, senza contare l’inconveniente di un’attività amministrativa paralizzata dal timore delle azioni risarcitorie, laddove il classico strumento dell’impugnazione nei termini permette di rimediare agli eventuali torti senza gravi oneri per la pubblica amministrazione. Se oggi riusciamo a mantenere un certo equilibrio fra i ricorsi proposti e quelli decisi, domani con questa linea – ha osservato – non sarà più possibile e ci troveremo presto nelle non invidiabili condizioni della giustizia civile e di quella penale. Bisogna aprire gli occhi e rendersi conto che la giustizia è una risorsa limitata; e che l’allargamento dell’accesso alla giustizia non è una variabile indipendente.
Tanto più si ricorre ai giudici, tanto meno funziona il sistema giudiziario. Così come più leggi si fanno – ha sottolineato – tanto meno funziona il sistema legale”

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