Rifondazione comunista ha presentato ufficialmente l'attuale assessore provinciale alla formazione e lavoro quale proprio alfiere alla guida dell'ente di piazza Italia, soluzione che preclude una sua discesa in campo come successore di Chiacchieroni
granocchia

Presentata ufficialmente la candidatura di Giuliano Granocchia alla guida della Provincia di Perugia: l’occasione è stata una conferenza stampa indetta presso la Regione dell’Umbria alla quale erano presenti il segretario Regionale e Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, Vinti e Flamini, insieme al protagonista della giornata, l’assessore alla formazione ed alle politiche del lavoro della Provincia di Perugia, il marscianese Giuliano Granocchia.
Introducendo la candidatura, Vinti ha affermato che “questa vuole essere una candidatura innovativa per un nuovo centrosinistra plurale, ma tutto questo solo se si creano le condizioni programmatiche fra di noi e le altre forze dell’eventuale coalizione; fino ad oggi in quasi tutte le esperienze del centrosinistra, le coalizioni sono state sempre guidate da uomini DS, Margherita o Socialisti: ci vuole pluralità”.
Secondo Flamini la differenza fondamentale fra Rifondazione ed il PD, è che “noi partiamo da candidature che nascono dopo punti programmatici, dall’altra parte abbiamo sentito parlare solo di persone, ma non di programmi: serve innovazione a tutti i livelli, nel settore economico ed in quello politico, abbiamo una crisi produttiva gravissima e rispondiamo con una grande multinazionale del commercio: non è una scelta adeguata”.
Granocchia è invece partito dalla grande soddisfazione di aver ricevuto la nomina in modo unanime all’interno del suo partito: “noi dobbiamo partire dai punti programmatici, abbiamo già degli elementi inamovibili dal programma ma a breve inizieranno i lavori della conferenza programmatica del partito”.
Continua l’assessore provinciale, elencando alcuni degli elementi innovativi riscontrati in questa sua esperienza provinciale: “La formazione lavorativa è uno dei nostri punti d’orgoglio, abbiamo lavorato bene ed i numeri ci danno ragione, e creando un sistema che parta dalle scuole, passi per la formazione lavoro e sfoci nell’innovazione e nell’alta qualità, possiamo proporre un modello alternativo”.
Si sofferma anche sui problemi di gestione dell’ente: “il modello organizzativo va ripensato. Un’organizzazione più razionale libererebbe risorse importanti in un momento così delicato. Questo è un tema non più rinviabile”.
Indubbiamente le primarie non sono il percorso preferito dai rifondaroli, sarebbe facile coalizzare i voti del partito più grande verso un unico candidato e metterli in minoranza, proprio per questo sembra che puntino, per l’accettazione della figura di Granocchia da parte del Pd, e delle altre forze del centrosinistra, ad un serrato confronto programmatico, mettendo sul piatto della bilancia anche il lavoro svolto da assessore in questi 5 anni da Granocchia stesso.
Al momento sono 4 gli autocandidati in quota PD alla poltrona di presidente delle Provincia.
Una mossa, questa di Rifondazione Comunista, che potrebbe precludere al marscianese una sua eventuale scesa in campo alla guida della coalizione della sinistra, in vista delle comunali a Marsciano.

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