La Corte Costituzionale ha rilevato che la normativa la quale prevede alcuni obblighi per il Fisco è priva di sanzioni in caso di inosservanza, quindi la cartelle esattoriali "mute" vanno pagate

Chi sperava di potersi sottrarre al pagamento delle cartelle esattoriali, facendosi forte della mancata indicazione del “responsabile del procedimento” fino ad una certa data. è rimasto cocentemente deluso.
Alcune Commissioni tributarie avevano sollevato la questione di legittimità costituzionale della norma sulle cosiddette cartelle ‘mute’ facendo riferimento all’articolo 97 della Costituzione sul buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione.
Per esempio la Commissione Tributaria provinciale di Isernia aveva affermato di “escludere che il legislatore possa imporre il rispetto di principi costituzionali solo a partire da una certa data” e aveva comunque evidenziato il contrasto tra la disposizione (cartelle mute illegittime ma solo a partire da una certa data) con alcuni principi dello Statuto del Contribuente.
Con argomentazioni simili si erano rivolti alla Consulta anche il Giudice di pace di Genova e la Commissione provinciale tributaria di Lucca. 
La Corte costituzionale,in una sentenza depositata nei giorni scorsi, afferma che la previsione che gli atti dell’amministrazione finanziaria e dei concessionari della riscossione debbano tassativamente indicare il responsabile del procedimento “è volta ad assicurare la trasparenza amministrativa, l’informazione del cittadino e il suo diritto di difesa” ma lo Statuto del Contribuente, fa notare la Consulta, “a differenza di quanto fa per altre disposizioni, non commina la nullità per la violazione della disposizione indicata. nè la nullità, in mancanza di un’espressa previsione normativa, può dedursi dai principi dell’articolo 97 della Costituzione”. La Corte ha respinto anche i rilievi su una presunta retroattività della norma

condividi su: