L’eccessivo utilizzo dei comandi dei videogiochi può provocare una infiammazione alla pelle delle mani. Lo hanno scoperto medici ginevrini: adesso propongono di chiamare questa malattia ‘PalmarePlayStation Hidradenitis’.
Se ne parla nella rivista specializzata British Journal of Dermatology, “Si trattava di grossi noduli rossi molto spettacolari”, ha spiegato il dermatologo. Simili lesioni sono state talvolta osservate sulla pianta dei piedi di bambini che praticano jogging e traspirano molto, ma non sulle mani. “Non è stato facile capire l’origine della malattia perché la giovane nascondeva ai genitori che giocava per ore con la Playstation”.
La contrazione delle mani sui comandi a distanza e l’appoggio frenetico sui tasti hanno provocato piccolissime fessure cutanee che si sono allargate con la traspirazione. Alla giovane è stato vietato di giocare per dieci giorni ed è guarita.
Ma sarà difficile tenere gli appassionati lontani dai videogame adesso che un team di ricercatori giapponesi ha sviluppato un innovativo sistema a ultrasuoni in grado di stimolare il senso del tatto dando la sensazione di toccare oggetti solidi inesistenti.
Il dispositivo realizzato da Takayuki Iwamoto dell’Univeristà di Tokio emette ultrasuoni, non percepiti dall’orec
chio umano, che si propagano nell’aria attraverso una serie di compressioni come tutte le onde sonore. Se molte di queste onde interferiscono tra loro in un unico punto si sommano e generano la sensazione di un oggetto solido, che in realtà altro non è che “aria compressa in vibrazione”.
E’ un pò il fenomeno che si osserva quando si mette la mano aperta davanti a una cassa dell’impianto hi-fi di casa mentre si ascoltat un brano dove bassi e tamburi hanno un ruolo importante.
Il sistema messo a punto da Iawamoto utilizza una videocamera per tracciare la posizione della mano dell’utente e spostare di conseguenza il punto di sovrapposizione delle onde, così da ricreare profilo e superficie del solido in questione.
Attualmente il prototipo è in grado di generare solo oggetti verticali e con una piccola forza, ma i ricercatori lo stanno sviluppando con l’obiettivo di realizzare oggetti più complessi e robusti.









