Per domenica 29 marzo è stata indetta dai vescovi della regione la "grande raccolta" per istituire un fondo di solidarietà

Di fronte alle difficoltà economiche che stanno colpendo molte famiglie, le Chiese dell’Umbria sottolineano il dovere di praticare la gratuità e la necessità di cambiare gli stili di vita per una società più sobria, equa e solidale.
Attorno all’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve mons. Giuseppe Chiaretti, presidente della Conferenza episcopale umbra (Ceu), si sono riuniti a Perugia i rappresentanti della Commissione per i problemi sociali e il lavoro e della Caritas regionale per approfondire le modalità di intervento a sostegno delle famiglie in difficoltà. Alcuni esperti – è detto in un comunicato della Ceu – hanno fornito il loro contributo tecnico al progetto.
La “Grande Raccolta” indetta dai vescovi umbri per domenica 29 marzo attiverà il “Fondo di solidarietà delle Chiese umbre”, al quale gli stessi vescovi contribuiranno personalmente.
I Pastori chiedono ai cristiani della regione e a “tutte le persone di buona volontà” di riprendere l’antica tradizione della “Decima”, come prescritto dalla Bibbia di fronte a momenti di grave necessità
È stato precisato che il Fondo interverrà con una logica di sussidiarietà e collaborazione rispetto agli interventi deliberati da Stato, Regione, Comuni e dalla stessa Conferenza episcopale italiana.
Particolare attenzione verrà riservata alle famiglie monoreddito con figli o in attesa di figli, che abbiano perso il lavoro o non siano sufficientemente coperte dagli ammortizzatori sociali e da altre provvidenze pubbliche, specialmente se il nucleo ha componenti affetti da gravi malattie o disabilità. Verranno definite le modalità dell’erogazione dei contributi alle famiglie.
Per dare concreta attuazione al progetto, quando il fondo sarà attivato, la Chiesa si avvarrà delle Caritas umbre e delle associazioni impegnate nel mondo del lavoro e della solidarietà,

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