Grido d’allarme del Garante per la privacy contro la norma del Milleproroghe che, anche se solo fino alla fine del 2009, dà nuovamente il via libera alle telefonate spot.
Lo lancia il presidente Francesco Pizzetti che, in un’intervista all’ANSA, spiega che l’Autorità cercherà di porre fine a quella che considera “una piccola violenza domestica, attraverso il telefono che è lo strumento più ansiogeno, per promuovere il marketing in una forma che dovrebbe essere regolata in modo più stringente. Un risultato che avevamo raggiunto con il lavoro di questi anni e che ora rischia di essere vanificato“.
L’invito però è anche “ai cittadini che ricevono telefonate promozionali e di marketing – spiega Pizzetti – i quali devono sapere che possono riceverle solo da chi ha accesso alle banche dati basate sugli elenchi telefonici pubblici formati prima del primo agosto del 2005, e che comunque dopo la prima telefonata non ne possono ricevere una seconda senza aver dato il loro assenso“.
Tante sono già le segnalazioni arrivate al Garante dopo il via libera bipartisan del Parlamento del 24 febbraio al Milleproroghe, da qui la preoccupazione dell’Autorità che in questi ultimi anni ha lavorato per la messa a norma del call center e per garantire il livello occupazionale, ma anche per difendere i cittadini dalle invasioni domestiche indesiderate.
- Redazione
- 14 Marzo 2009









