Cinque anni di prove, di tentativi, un adeguamento continuo dell’habitat interno della voliera.
La richiesta di suggerimenti ad altri allevatori, molti dei quali non hanno ancora centrato l’obbiettivo della sopravvivenza dei piccoli nati, per più di quattro giorni. La scelta dei riproduttori.
Quattro stagioni di fallimenti dal 2002 al 2006. Poi il miracolo. Verso il 20 di maggio del 2007, la sassella ha iniziato a comporre il nido.
Ha scelto il tronco d’albero bucato con il fondo chiuso da una tavoletta grezza color marrone, posto tra i rami dell’ulivo.
Un intreccio perfetto del materiale già miscelato : in fondo uno strato spesso e morbido, ai lati in forma circolare tutti “ i fili” di falasco e di iuta sfilata ad una vecchia “balla” per il grano, disposti in senso orario.
Il 25 maggio è iniziata la cova delle quattro uova depositate, e dopo 13 giorni è avvenuta la schiusa. Ho osservato i piccoli nati la mattina del 10 giugno.
Infatti guardando da un piccolo spiraglio, ho visto la testolina di un sassello fuoriuscire dalle penne della madre, che imperterrita continuava a covare per riscaldare la prole. Confesso che il mio cuore per l’emozione si è quasi fermato.
Sin dal 5 giugno ho somministrato nei contenitori, messi a bagno Maria, (per proteggere l’alimentazione dalle formiche). lombrici di coniglio, camole della farina e del miele, bigattini e lumachine.
E’ sorprendente la quantità di cibo, che ho dovuto introdurre nei giorni nei quali i sasselli sono stati alimentati dai genitori. A questo proposito che cosa si può provare nel proprio intimo, se non meraviglia e stupore, nel vedere i primi tre giorni il maschio di sassello, che dopo aver prelevato dai contenitori, dei piccoli lombrici , sale sul bordo del nido, e da qui trasferisce il cibo dal suo becco a quello della sassella.
Quest’ultima continuando a covare, alimenta i figli direttamente nelle piccole bocche che fuoriescono dalle sue penne.
Dopo nove giorni dalla loro nascita ho prelevato i sasselli ed ho iniziato l’alimentazione a stecco. Ho preparato un pastone. Le punte di ortica vengono fatte bollire a fuoco lento. Si aggiunge a freddo uova lessate e cuore bovino. Si macina bene e si somministra con una piccola canna tagliata.
Oggi i quattro sasselli nati hanno ventuno giorni, sono vispi ed allegri.
Allietano la cucina con un cinguettio leggero e delicato. Li guardo accarezzandoli con gli occhi. Ho interrogato la natura, ed essa mi ha risposto donandomi qualcosa. Cosi come la terra circostante, gli alberi, le tradizioni e la vita che scorre via veloce in questo piccolo paese di campagna.
- Antonio Pinotti
- 14 Marzo 2009










